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L'appello del sindaco
Muore seduto su una sedia davanti alla sua abitazione: si cercano i familiari
Giovanni Barberis, classe 1946, ex postino
Con una torcia fissata sul capo e un gilet ad alta visibilità indosso è stato ritrovato senza vita, giovedì mattina davanti alla sua casa dei Rollini a Pontestura, Giovanni Barberis, classe 1946, ex postino, camminatore, amante della montagna e della fotografia. Avrebbe compiuto 73 anni oggi, martedì 29 gennaio. A scorgerlo seduto, con il capo adagiato sul braccio, poggiato sullo schienale di una sedia, il vicino di casa che, notandolo immobile, si è avvicinato per domandargli se stesse dormendo. In effetti, Giovanni si era sopito, ma in un riposo eterno. Ancora non sono note le cause del decesso: si pensa ad un malore. Sarà l’autopsia a stabilirlo.
Giovanni era giunto ai Rollini circa 30 anni fa con la madre, anche lei ex dipendente delle Poste, e, in quegli anni, aveva scelto di agganciarsi alla pensione baby ritirandosi dal lavoro. Un anno dopo perse la madre e fece una scelta di vita: quella basata sull’essenzialità.
Nessun agio, via il superfluo e niente riscaldamento in casa: solamente i collegamenti elettrico e idrico che, tuttavia, non utilizzava quasi mai. A fargli compagnia, tantissimi gatti randagi a cui provvedeva riservandogli un pasto al giorno e un posto tranquillo dove fare le fusa. Le sue giornate erano fatte di letture e lunghe camminate, anche fino a Casale, talvolta con la bicicletta tra le mani, altre volte, semplicemente con il suo zainetto in spalla, il gilet e la torcia in fronte. Difficile trovare un monferrino che non lo abbia incontrato lungo la collina. Due anni fa era stato investito ad Ozzano, a pochi chilometri da casa. Lo aveva salvato il suo zaino; se l’era cavata con qualche settimana in ospedale e un breve ricovero alla casa di riposo di Pontestura. Cinque anni fa invece, si era miracolosamente salvato durante un incendio divampato all’interno della propria abitazione, a causa di una candela lasciata accesa.
Tra le suo passioni, in passato, era stato anche soccorritore alpino e aveva partecipato a gare di sci fondo a lunga distanza in Svezia alla Vasaloppet. Tra le sue conoscenze c’erano Claudia Mori e Ambrogio Fogar. Nel 2010, in occasione del primo lustro dalla morte dell’esploratore e scrittore Fogar, Giovanni si era recato sul bivacco a lui dedicato nei pressi di Bognanco.
Le sue notti di Natale più belle le aveva trascorse in alta quota, spesso in solitudine, per riflettere: nel 2006 si era recato sulla Montagna Sacra del Musiné (Alpi Graie in Val di Susa) a 1200 metri e, nel 2007, a Piedicavallo in Alta Val Cervo nel biellese a 2000 metri, per osservare la luna piena, mentre il termometro segnava -18°. Con lui aveva portato solamente qualche biscotto alla nocciola per i camosci, una bevanda calda e il desiderio di pace e solitudine.
«Era una persona mite, riservata e dolcissima… non si lamentava mai - lo ricorda commossa Mirella Spinoglio, la vicina di casa presso la quale Giovanni si recava spesso - Era sempre informato su tutto. Leggeva molto e aveva una grande memoria sui fatti e le date del passato come, tra gli altri, gli anniversari e le vittorie di Fausto Coppi e Gino Bartali».
Aveva lavorato alle Poste di Casale, ma la sua esperienza più intensa l’aveva vissuta Val d’Aosta, dove aveva fatto il postino soggiornando presso una famiglia di pastori. A Mirella aveva confidato: «Se sapessi di dover morire a breve, vorrei trascorrere i miei ultimi giorni tra i monti».
La salma è stata trasferita all’obitorio del Santo Spirito: ancora non è giunto il nulla osta per i funerali. Intanto, il sindaco di Pontestura, Franco Berra, sta cercando di rintracciare eventuali parenti anche se, circa due anni fa, Giovanni aveva raccontato a Mirella della morte di un suo cugino di primo grado aggiungendo: «Ora sono rimasto solo».
Nel caso non si trovassero parenti, Berra ha assicurato che il Comune provvederà alle esequie, sapendo di poter contare anche sul supporto dei vicini di casa di Giovanni, dai quali era voluto molto bene.
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