Teleriscaldamento al Valentino dal prossimo autunno? Subito collegabili mille condomini, 10% del gas venduto a Casale
di Massimiliano Francia
Per il prossimo autunno potrebbe prendere corpo a Casale il primo intervento di teleriscaldamento, tecnologia che consente un doppio vantaggio ambientale: energetico, attraverso lo sfruttamento del calore delle centrali, ed ecologico, con un abbattimento significativo delle percentuali di anidride carbonica e di polveri sottili immesse in atmosfera.
Il principio è quello di utilizzare una sola centrale termica per riscaldare un intero quartiere, sostituendo così i minimpianti di ogni singola unità abitativa.
Il quartiere interessato è il Valentino ed entro il prossimo autunno la rete dovrebbe essere completata.
I lavori saranno appaltati per via Verdi a marzo, mentre per il lotto che va dalla rotonda al termine della stessa via all'ospedale occorrerà attendere metà maggio.
«La posa della rete - spiega il presidente di Amc Vincenzo Ottone - comporterà un investimento di due milioni e mezzo di euro. Dalla Regione verrà messo a disposizione un milione di euro di finanziamento a tasso zero e un altro milione a tasso agevolato».
La rete sarà lunga in tutto quattro chilometri e un primo tratto (un km circa) è già stato realizzato nell'area che dalla prima centrale - dietro al Palasport - giunge all'inizio di via Verdi, passando sotto al canale.
Contemporaneamente si tratta di attivare le centrali termiche, tre in tutto.
Quella accanto al Palasport, è già stata realizzata e occorre solo fornire il motore dell'impianto.
Una seconda dovrebbe essere costruita a servizio dell'ospedale Santo Spirito e una terza in zona San Bernardino. E sarà questa la più grande e la più innovativa, in quanto alimentata a biomasse. Difficile però valutare i tempi di realizzazione in quanto è inserita - sottolinea Ottone - nel Piano di sviluppo territoriale integrato.
«La rete di teleriscaldamento - sottolinea Ottone - è il vero valore aggiunto rispetto alla impiantistica sia di cogerazione, sia più avanzata.
Il vantaggio è che in questo modo si impiega - invece di disperderlo - il calore che viene prodotto comunque dalle centrali che produrranno energia elettrica».
Amc, in qualità di distributore e rivenditore di gas - dice Ottone - «rinuncia consapevolmente ai suoi clienti per fare un investimento in impianti e reti avanzati».
Tra i vantaggi che questo nuovo sistema comporta - evidenzia il presidente della Multiservizi - c'è il fatto che «azzera l'investimento privato: niente più caldaie centralizzate e individuali che richiedono investimento e manutenzione con vincoli di legge; il teleriscaldamento sostituisce centrali con uno scatolino, lo scambiatore, e non richiede manutenzione. L'apparecchiatura serve per regolare la quantità e la temperatura dell'acqua calda».
Immediatamente allacciabili e senza oneri, una volta che partirà l'impianto, i condomini e le unità abitative che hanno riscaldamento centralizzato.
«Sono 1078 unità abitative - fa sapere Ottone - per un consumo di gas di tre milioni e 800mila metri cubi, il 10% del fabbisogno dell'intera popolazione servita da AMC nel Comune di Casale. Di questi 1078, infine, il 10% è a gasolio».
Una prima risposta concreta al problema dell'inquinamento causato dalle polveri sottili.
Nell'immagine lo schema di funzionamento del teleriscaldamento pubblicato sul sito dell'AMC.