A Casale Charles Brigham: l'americano che sta facendo il giro del mondo in bicicletta
È arrivato stamattina, tra gli applausi in piazza Mazzini, l'americano Charles Brigham che sta compiendo un'impresa da record: il giro del mondo in bicicletta.
Accolto con grande entusiasmo e curiosità, Charles si è presentato sereno e sorridente, facendo amicizia, appena sceso dalla bici, con i ragazzi dell'associazione Serydarth, che lo ospiteranno a Casale per qualche giorno.
Alle sue spalle due anni passati a macinare chilometri sulla sua bici. «Ormai è diventata la mia casa» - afferma- da quando ha lasciato, il 15 settembre 2007, la sua città natale Madison, nel Wisconsin.
Da casa sua ha pedalato fino alla costa orientale, qui ha impiegato due mesi per trovare una barca e quindi veleggiare attraverso l'oceano alla volta dell'Inghilterra.
Si è poi spostato in Galles, Irlanda, Scozia, Olanda, Belgio, Francia, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia ma il suo viaggio non è ancora nemmeno a metà.
Charles, infatti, prevede di impiegare ancora tre anni per raggiungere il suo obiettivo e girare il resto del mondo.
Da uno così ti aspetti che arrivi perlomeno sudato, magari un po' affaticato e col fiatone. Invece lui no, arriva fresco e rilassato, senza mostrare il minimo segno di stanchezza e con la sua simpatia in due minuti diventa amico di tutti, raccontando le sue avventure e rispondendo alla raffica di domande che gli vengono poste.
C'è anche chi gli chiede l'autografo per la nipotina e chi si ferma incredulo per conoscere le sue imprese.
Questo ragazzo di trent'anni è un vero campione sportivo ma soprattutto di semplicità. E pazzia, dirà qualcuno.
Ha lasciato il lavoro e un bello stipendio per inseguire pedalando il suo sogno. A casa ad aspettarlo è rimasta la sua famiglia, che sente periodicam ente per mail. «Avevo anche la ragazza- racconta- ma non penso mi stia ancora aspettando».
In questi due anni ha dormito in tenda, oppure ospite di qualche associazione, come Serydarth a Casale.
Charles viaggia senza fretta, in tutta tranquillità, mantenendo un ritmo di vita nonostante tutto calmo e avverte: «La velocità uccide. Soprattutto sulle strade ma anche nella vita di tutti i giorni. La frenesia uccide l'uomo».
La domanda, quindi, sorge spontanea: come farà a mantenersi? Ed ecco che Charles impartisce ancora una lezione molto utile, soprattutto nei periodi di crisi economica. «In questi due anni ho lavorato soltanto quattro giorni- beato te dicono subito in tanti- il segreto è spendere pochissimo. Non ho il cellulare, non compro niente e per dormire ho sempre dietro la tenda».
In questi pochi giorni di permanenza, in cambio dell'ospitalità di Serydarth, Charles offrirà aiuto al 'Piccolo spazio interculturale' dell'associazione riparando gratuitamente biciclette.
Noi vi auguriamo di incontrarlo, vi verrà spontaneo fare il tifo per l'impresa straordinaria di un personaggio fuori dal comune.
Fabrizio Gambolati