Casale, il Comune ricorre in appello per la vicenda ponte: condannato a versare 590mila euro
di Pier Luigi Rollino
Il Comune ha presentato ricorso in appello contro la sentenza del Tribunale Civile di Vercelli che gli ha intimato di versare 590.456 euro a favore della Coopcostruttori - la società cooperativa con sede ad Argenta, nel Ferrarese. Una patata bollente per una vicenda pregressa, al tempo dell’Amministrazione Mascarino riguardante i lavori di allungamento del ponte sul Po risalente al 2002.
Lavori decisi dopo la piena del novembre del 2000 che aveva interessato Oltreponte, Popolo, Terranova, Nuova Casale. Il Comune aveva risolto il contratto stipulato con la Coopcostruttori del 2002 per ‘gravi inadempienze e ritardi’ e, per questo motivo, alla ditta fu revocato l’appalto. Il Comune di Casale seguì con attenzione gli sviluppi della situazione con l’ipotesi di un possibile blocco dei lavori come forma di protesta sindacale: «Comprendiamo le preoccupazioni dei lavoratori. Mi auguro che i problemi vengano risolti- disse all’epoca il vicesindaco Ettore Coppo - e ci auguriamo che tali difficoltà finanziare non si riflettano sul cantiere di Casale, dove si sta effettuando un intervento urgente e prioritario per la messa in sicurezza della città. In caso di necessità - disse ancora Coppo all’epoca - è chiaro che ricorreremo a tutti i mezzi che sono nelle possibilità del Comune per facilitare la risoluzione della situazione». E cosi avvenne.
Dopo perizie e consulenze tecniche, la cooperativa si era rivolta al Tribunale prima che scadesse la prescrizione chiedendo la condanna del Comune per ottenere il risarcimento danni. Condanna che è giunta in primo grado. Adesso il Comune ha presentato ricorso chiedendo la sospensione dell’esecutività. La Giunta ha deliberato di impugnare la sentenza ricorrendo alla Corte d’Appello di Torino.
Una vicenda datata, dunque, ma che è approdata all’Amministrazione Palazzetti e che in un caso o nell’altro bisognerà risolvere.