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  • 15 aprile 2009
  • Casale Monferrato

Un progetto di recupero sulle “vie dell’acqua”, tesi di Alice Roggero

Non sono molti i casalesi che conoscono la Centrale di sollevamento delle acque del Ronzone e quasi nessuno di coloro che percorrono ogni giorno la via XX Settembre ne comprende la reale importanza per la storia locale. Lo studio di questo poco noto edificio, oggetto della mia tesi di laurea in Ingegneria Edile - Architettura presso l’Università degli Studi di Pavia, ha rivelato il pregio della costruzione, unica per la singolarità architettonica, per la presenza del Ponte Canale e per la tecnologia degli impianti idraulici in essa conservati. Fu costruita sul finire dell’Ottocento per volere del Consorzio Irriguo Valentino e San Germano lungo il canale Lanza, come impianto indispensabile nell’ambito del complesso sistema idrografico per l’irrigazione dell’Agro casalese. Oggi di proprietà comunale, la Centrale è sottoposta a vincolo ed inserita nella pianificazione urbanistica prevista dall’amministrazione comunale per lo sviluppo del quartiere. La consultazione dei fondi archivistici conservati nell’Archivio Storico Comunale e in quello del Consorzio Irriguo Valentino e San Germano ha riservato alcune piacevoli sorprese. Infatti, oltre alla raccolta di una consistente documentazione storica, grafica e fotografica interamente inedita, sono emersi i disegni originali, le planimetrie e le relazioni relative all’immobile e ai complessi meccanismi idraulici. In particolare, la fitta corrispondenza settimanale, intercorsa negli anni 1880-1889 tra il progettista, il noto ingegnere torinese Giovanni Sacheri, e il geometra casalese Paolo Gaudio, direttore dei lavori e responsabile del Consorzio, ha confermato la rilevanza del progetto all’epoca della realizzazione e ha consentito la precisa ricostruzione dell’iter progettuale dalle prime fasi di costruzione alle opere di finitura. I gravi problemi socio-ambientali del Ronzone, oggetto di un ampio dibattito sulle future prospettive di riqualificazione del quartiere cittadino, hanno suggerito di far rivivere la Centrale di sollevamento come nuovo polo di attrazione e di aggregazione: un segnale di forte rinnovamento rispetto ai trascorsi industriali e al degrado del quartiere e un elemento di connessione al nucleo urbano consolidato. Il progetto si è articolato su diversi livelli di intervento. Dapprima la conservazione e il recupero della Centrale di sollevamento, con la riattivazione dei macchinari idraulici ancora presenti nei sotterranei, e la proposta di riuso come struttura polivalente adatta ad ospitare i servizi di quartiere previsti dalla pubblica amministrazione nei piani di riqualificazione. Si è poi aggiunta l’ipotesi progettuale di un Museo-Laboratorio, una nuova costruzione ispirata dalla morfologia dell’edificio storico, intesa come una sorta di “scatola sull’acqua” che richiama le costruzioni a palafitta e i mulini sul Po. Unita alla Centrale in un unico e nuovo sistema funzionale e distributivo, la struttura museale è finalizzata ad attività didattiche sui temi dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente. Infine, il costante confronto con il tema dell’acqua ha suggerito l’inserimento dell’intero complesso nel percorso denominato “Le vie dell’acqua”, un vero e proprio itinerario storico-naturalistico a scala urbana, legato alla presenza dei corsi d’acqua e ai percorsi pedonali e ciclabili. L’intervento sulla Centrale potrebbe così favorire un’auspicabile riappropriazione del Ronzone da parte della città e diventare, per la sua posizione, il fulcro di un nuovo collegamento tra il centro storico, il nuovo parco urbano EterNOT e le aree di interesse paesaggistico del Parco del Po. Alice Roggero

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