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La tassa nel pozzo - Sindaci contro il canone di fognatura

Sindaci agguerriti contro il canone di fognatura per le acque prelevate da pozzi privati ad uso domestico. I primi cittadini di Balzola, Luigi Carturan, di Morano Enzo Piccaluga e di Villanova Roberto Oliaro hanno inviato una lettera all’A.T.O. 2, AMC e all’assessore regionale Nicola De Ruggiero dichiarando «ingiusta ed iniqua l’applicazione della tariffa ad un servizio che non è utilizzato, lasciando intravedere invece un indebito arricchimento del gestore del servizio Integrato». Spiegano i sindaci: «Con il ricevimento della bolletta di acquedotto del 1° semestre 2008 è stato recapitato agli utenti un modulo/questionario con il quale si provvedeva, in armonia a quanto stabilito dal Regolamento di utenza per l’erogazione del servizio idrico integrato, al censimento dei pozzi privati di captazione di acqua destinata all’uso domestico e non. Tale questionario, come logico pensare, ha suscitato perplessità per le poche informazioni richieste e malumore per l’inevitabile e preannunciato aumento dei costi del servizio idrico. Proprio il considerare innaffiare i fiori e i giardini, o irrigare gli orti, come un uso domestico, e pertanto l’assoggettabilità di tale prelievo al canone di fognatura e “depurazione”, ha ingenerato un senso di ingiustizia operato dall’azienda erogatrice nei confronti dell’utenza». Ma quello che ha suscitato la maggiore perplessità è «l’esosità del quantitativo medio procapite, stabilito in 73 mc annui (che nella realtà casalese, gestita dall’A.M.C., comporta un ulteriore costo alle famiglie di circa 100/130 euro). Per non parlare poi delle abitazioni usate saltuariamente, ma completamente parificate nell’utilizzo e nei consumi dell’acqua a quelle dei residenti». «Di fronte ad uno scenario normativo del genere - concludono i sindaci - è difficile restare sordi e non concordi alle proteste ed alle critiche dei cittadini per una ingiusta ed iniqua applicazione della tariffa ad un servizio che non è utilizzato. Per questo motivo chiediamo di voler formalmente prendere in considerazione gli aspetti e le incongruenze rilevate nell’applicazione delle direttive emanate». A calcare la mano è anche il consigliere comunale di minoranza di Balzola, Gianfranco Bergoglio: «Il modello di rilevazione, proposto dall’AMC risulta incompleto e poco consono alla trasparenza ritenuta necessaria nelle comunicazioni al pubblico. Occorreva altresì chiaramente specificare che sui pozzi definiti ad uso domestico sarebbe stata imposta una tariffa conseguenza di un cervellotico ed astruso conteggio forfetario fatto dall’ATO, pari a 73 mc anno per persona, relativo ad ogni utenza, unicamente per il rilascio dei prelievi nella rete fognaria (sono compresi anche coloro che fanno la pipì nell’orto). Fra non molto ci chiederanno la superficie dei tetti per imporci una tariffa sul rilascio dell’acqua piovana in fogna?». Il consigliere regionale Marco Botta ha presentato un’interrogazione: «L’imposizione dell’ATO2 fatta valere dall’AMC risulta ingiusta anche se, in modo sibillino, la Legge Regionale dice che la tariffa di depurazione e fognatura è dovuta da tutti coloro che risultino allacciati o allacciabili. Ugualmente il Regolamento di utenza per l’erogazione del servizio idrico integrato ed il Regolamento di fognatura e depurazione fanno riferimento ai 73 metri cubi all’ anno a persona». Tramite l’interrogazione Botta vuole conoscere «se, sulla base delle normative in vigore, esista la certezza che sia da imporre la tariffa forfettaria anche se non si è allacciati alla rete fognaria, mettendo quindi in capo ai cittadini una nuova imposizione per un servizio che non viene svolto. Per di più considerando l’attuale situazione economica e sociale di grande difficoltà». Dall’A.M.C. arriva una precisazione: «Il questionario è rivolto a tutti gli utenti allacciati all’acquedotto, che per la stragrande maggioranza sono collegati anche alla fognatura, allo scopo di rilevare la presenza di pozzi privati nel territorio gestito. Quanto sopra in quanto il Regolamento d’Utenza e specificamente l’art. 15, in applicazione di leggi regionali e nazionali, stabilisce, in presenza di un pozzo privato pertinente all’abitazione effettivamente allacciata alla fognatura, particolari applicazioni tariffarie e specifiche condizioni tecniche negli impianti interni utilizzatori dell’acquedotto. Si è reso, quindi, indispensabile effettuare il censimento di tali pozzi distribuiti sul territorio di competenza dell’A.M.C.. Una volta terminata l’acquisizione di tutti i dati disponibili sui pozzi privati ed eseguite le necessarie verifiche, sarà possibile individuare, d’intesa con l’A.T.O., i successivi provvedimenti da adottare al fine di adempiere a quanto previsto dal citato art. 15 del Regolamento ed alle disposizioni legislative ad esso correlate».

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Federico Nardi

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