“Casale e l’amianto: i giovani devono sapere”. Incontro con gli esperti all'Istituto Leardi
di Carlo Biorci
Stamattina l’Istituto Superiore Statale Leardi ha voluto dare un segnale tangibile della radicata presenza sul territorio esprimendo la propria solidarietà alle vittime dell’Eternit con una giornata di studio e di sensibilizzazione dedicata alle nuove generazioni, svoltasi presso l’aula magna Natal Palli. Significativo il titolo dell’evento: “Casale e l’amianto: i giovani devono sapere”. Erano presenti le autorità cittadine, con gli assessori Vito De Luca (Ambiente), Giuliana Romano Bussola (Pubblica Istruzione e Cultura) e Federico Riboldi (Protezione Civile). Tra il pubblico in sala, oltre agli studenti, anche familiari delle vittime che hanno seguito l’incontro con rinnovata partecipazione e commozione.
La giornata di studio promossa dal “Leardi” rientra nell’ambito dell’attività didattica svolta nel corso degli ultimi anni concernente la disciplina della Protezione Civile (materia studiata con tanto di voto in pagella, unico caso in Italia). Gli studenti di Palazzo Leardi hanno cominciato a prendere coscienza delle problematiche relative al territorio, in particolare rischi e prevenzione, quest’ultima possibile solo se si acquisisce coscienza dei problemi che generano i rischi stessi. Unendo a questa riflessione quella sulle attività svolte nel contesto dell’educazione alla salute, è stato organizzato un momento di incontro rivolto agli studenti del “Leardi”, in particolare alle classi 4ªB Geometra e 4ªB Grafico Pubblicitario che hanno già seguito a Torino alcune udienze del maxiprocesso, e anche alle classi 2ªB e 4ªA Commerciale, permettendo di acquisire così una coscienza civile su una serie di gravi problematiche che vanno dalla salute, allo smaltimento di polveri e materiale dismesso, fino alle questioni della prevenzione e dell’integrità del territorio, bene prezioso da tutelare per le generazioni future.
Diversi gli interventi che hanno caratterizzato la mattinata di sensibilizzazione con relatori d’eccezione in veste di docenti straordinari rivoltisi ai ragazzi, portatori della memoria. Sono intervenuti il dottor Paolo Tofanini (direttore medico dei presidi ospedalieri “Santo Spirito” di Casale e “Mauriziano” di Valenza, cofondatore dell’associazione “Monferrato oltre il Mesotelioma-Giovanni Numico” e autore del libro “Eternit-Eterno-Eternità. Una storia di polvere, morte e speranze: le nostre”) che ha parlato di “Mesotelioma pleurico. Diagnosi, terapia e terapia del dolore”. E’ seguito l’intervento di un altro medico impegnato in prima linea, Angelo Mancini (direttore del Centro Regionale Amianto del “Santo Spirito”, pioniere dei piani di bonifica di amianto e consulente del pm Raffaele Guariniello nel maxiprocesso Eternit in svolgimento a Torino) che ha incentrato il proprio intervento sulla “Bonifica del polverino e strutture dismesse in amianto”. Spazio e voce anche ai simboli impegnati nella ricerca della giustizia per le tante vittime dell’amianto. A cominciare con la toccante testimonianza di Romana Blasotti Pavesi, presidente dell’Associazione Famigliari Vittime Amianto. Pur perdendo cinque congiunti (marito, figlia, sorella e due nipoti), la presidente Blasotti non ha mai perso la forza per condurre una lotta strenua e coraggiosa contro l’ingiustizia che una città ha dovuto subire da parte della fabbrica della morte e continuando a urlare incessantemente che “di lavoro non si deve morire!”. Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Vittime Amianto, ha parlato delle vicende processuali legate al dibattimento in corso a Torino e della lunga storia che ha finalmente portato alla sbarra i responsabili dell’Eternit, soffermandosi inoltre su salute, ambiente e sicurezza sul lavoro. Infine, Federica Iviglia, diplomata ragioniera lo scorso anno scolastico a Palazzo Leardi, ha illustrato la tesina incentrata sul dramma dell’amianto presentata alla commissione di maturità durante il colloquio orale.
Dopo gli interventi dei relatori è seguito un dibattito animato dagli studenti del “Leardi” sui temi che, per la loro tragica attualità nel territorio casalese ed in quello di molte altre località in Italia e nel resto del mondo, sono capaci di sollecitare nell’opinione pubblica emozione e coscienza civile.
Carlo Biorci