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Confesercenti - Faib
Caro benzina: «Più sostegno ai gestori degli impianti di distribuzione carburante»
L'appello ai parlamentari locali
«I listini dei prodotti petroliferi e i conseguenti prezzi di vendita al pubblico continuano a crescere, confermando un trend su cui gravano pesantemente i nefasti scenari geopolitici legati alla guerra in Ucraina. Una condizione che prima ancora di pesare sull’automobilista, grava sui gestori chiamati a una maggiore esposizione finanziaria per l’acquisto della merce, a sostenere un incremento dei costi della moneta elettronica oltre a una contrazione dei consumi che, seppur nel 2021 avessero in parte recuperato i volumi rispetto al drammatico anno precedente, non si sono più attestati sulle quote del 2019. A ciò si aggiunge una insostenibilità dei costi energetici, aumentati anche del 135% a carico delle singole gestioni».
È il grido d'allarme di Confesercenti nel rappresentare il disagio dei gestori degli impianti di distribuzione carburante stradale, e chiedere ai parlamentari locali una maggiore attenzione al problema: «In questo contesto ci preme sottolineare come l’utile lordo del gestore sia un margine pro litro, svincolato dal prezzo di vendita del carburante al pubblico, che si attesta mediamente intorno ai 3.5 centesimi /l. Margine, per dinamiche contrattuali non incrementabile, con il quale sostenere tutti i costi di gestioni, dal personale, alle utenze, ai costi bancari e oneri finanziari».
Per scongiurare questo scenario «e intervenire a sostegno di una categoria che continua a offrire un servizio di pubblica utilità, chiediamo di farsi portavoce del nostro disagio e sostenere insieme a noi la necessità di un tavolo di concertazione ministeriale in cui mettere in atto azioni di sostegno reali. Tra gli interventi che riteniamo possano essere immediatamente utili, non solo per il nostro settore, ma per l’intera comunità, annotiamo la sterilizzazione dell’IVA sui rialzi dei listini dei prodotti petroliferi. Un modo che riteniamo possa contenere, almeno in parte, i costi del carburante, che altrimenti si trasferirebbero su tutte le filiere movimentate su gomma, dall’alimentare di prima necessità a qualunque servizio che implichi una mobilità pubblica o privata».
Una situazione non più sopportabile «su cui la nostra Associazione richiede: l’immediata sterilizzazione dell’iva sui prezzi dei carburanti, per fare in modo che ogni aumento non sia gravato anche del 22% di iva; il credito d’imposta sulla parte eccedente di sovrapprezzo di energia elettrica rispetto alla media corrisposta nel 2019; l’abbattimento al 100% delle spese per le transazioni elettroniche a favore di banche e circuiti l’apertura di un Tavolo di crisi del settore presso il Ministero».
«Ci auguriamo che i parlamentari ascoltino le nostre richieste e che si trovino soluzioni in tempi strettissimi, a rischio collasso di un intero settore economico» dichiara Massimiliano Ponassi, Presidente Faib - Confesercenti di Alessandria.
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