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  • 29 maggio 2008
  • Casale Monferrato

Si rivaluta Negri

(l.a.) - Fa un certo effetto veder cambiare l'ottica della principale macchina fotografica di Francesco Negri, diaframmare, poi aprire la scatola del teleobiettivo «Negri Koritzka», guardare le sue lastre nelle scatole originali e le stampe a contatto, tutte catalogate con la sua calligrafia molto chiara... Siamo in biblioteca nella stanzetta dove è (lo ricordiamo, da quasi quarantanni) alloggiato il Fondo Negri, settemila lastre in vetro emulsionante del grande fotografo di fine secolo. L'assessore Ricardo Calvo promette che al castello avranno sede molto, molto più degna ricostruendo magari lo studio del nostro famoso concittadino (anche se in realtà è nato a Tromello...) e questo può essere da stimolo a donazioni del settore. Siamo invitati dal direttore Adriana Gualdieri per fare il punto sul patrimonio Negri e ricordare che nella ex Chiesa della Misericordia è aperta fino all'8 giugno la mostra «Paesaggi ritrovati. Soggetti montani e ambiente fluviale nelle foto di Francesco Negri», curata da Loris Barbano, Ilenio Celoria e Dionigi Roggero. Al di la della valorizzazione odierna museale (speriamo ormai nel castello...) molti, quando ci si è resi conto del patrimonio «mondiale» in mano a Casale, sono stati gli interventi a salvaguardia delle preziose lastre. In primis Nel 1995 la ditta Berselli, ha ricevuto l'incarico di provvedere alla conservazione delle lastre fotografiche fornendo il materiale utile costituito da scatole di metallo e buste di carta non acida e ritirando le stesse negli appositi contenitori, seguendo i criteri originari di ordinamento. Sempre nel '96 il fondo Negri è stato catalogato con il «metodo Guarini» (dopo una preschedatura cartacea dell'esperto Pierangelo Cavanna) dal Centro Studi Informatici di Torino, Eleonora Surbone a video ci fa qualche esempio di ricerca. Anno magico il 1996 perchè ha pure ha inizio la collaborazione con la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, la quale, con il proposito di non utilizzare per nessuno scopo le lastre, al fine di garantirne da quel momento in poi la buona conservazione, procede alla riproduzione in formato cm. 6 x 6, all'epoca ritenuto il più adatto per usi futuri delle immagini, poi gli scatti 6x6 sono stati digitalizzati in formato jpg. a bassa risoluzione secondo le indicazioni della Regione, ente finanziatore. Le scansioni però sono di qualità mediocre e non adatta alle stampe editoriali, ma si può sempre ripartire dal 6x6. Usciamo e ci saluta lo stesso Negri, non è un fantasma: nell'androne di palazzo Vitta è ospitata una delle riproduzioni di «Casalesi illustri» (e Negri lo è) create a suo tempo (bella idea di Elio Carmi) da quell'altro grande artista che era Lele Luzzati. Il castello l'aspetta. FOTO Loris Barbano con l'attrezzatura di Francesco Negri (f. Angelino)

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Federico Nardi

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