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  • 22 gennaio 2021
  • Casale Monferrato

Connessioni Prossime

La storia dei Morello scampati alla Shoah

Un webinar per la Giornata della Memoria

Riprenderà martedì 26, con un focus dedicato alla Giornata della Memoria, il nuovo ciclo di webinar “Connessioni Prossime”, organizzato da Ecofficina e promosso dalla Rete ScuoleInsieme, AFeVA e Aula Amianto/Asbesto, con il patrocinio del Ministero dell’istruzione, dell’Università del Piemonte Orientale e del Comune di Casale. Ospiti dell’incontro dal titolo “Conoscere è necessario come respirare”, saranno il presidente della comunità ebraica Elio Carmi, il critico letterario e già ordinario di Storia della Letteratutra Italiana Moderna e Contemporanea all'Università del Piemonte Orientale Giovanni Tesio, l’attrice e regista Ombretta Zaglio e il casalese, nipote e figlio di sfollati, Davide Morello, per tributare, attraverso i loro interventi e le loro testimonianze, memoria alle vittime dell’Olocausto, la cui ricorrenza cadrà mercoledì 27 gennaio, a 76 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

In particolare, Morello racconterà dei nonni paterni Maria Gagliardone e Armando (medico di famiglia) i quali, nel 1943, con i figli Vittorio (padre di Davide) di 10 anni, Luciano di 7 e Maria Grazia di 3, sfollarono nel Canavese, per sfuggire alla deportazione. Fu grazie al coraggio e all’amore del parroco don Stefano Cossavella che la sua famiglia si salvò.

Così, scrisse a “Lo Specchio dei Tempi” il 7 luglio del 1965, quale «piccolo fiore di riconoscenza» a don Cossavella, il nonno di Davide che, nel momento più disperato della sua vita, ebbe «la somma ventura di trovare un secondo Padre»: «Perseguitato e ricercato, nel settembre del ’43, capitai a Muriaglio colla mia famiglia; don Cossavella ci accolse e sistemò in parrocchia, esponendosi a gravissimo rischio, con amore, affetto e assoluta dedizione. Ci difese da ogni pericolo, arrivando a costruire, in casa, un rifugio sicuro e inaccessibile. Stemmo con lui oltre venti mesi, durante i quali affrontò i vari rastrellamenti con fermezza, coraggio e abnegazione, per difendere i suoi parrocchiani, per proteggere me e la mia famiglia…. Alla fine di aprile del ’45, l’orda barbara di nazisti raggiunse Ozegna e Castellamonte: qui, catturarono e uccisero mio fratello tenente Sergio che, di Castellamonte liberata, aveva preso il comando. Don Cossavella fu tra i primi ad affrontare i nazisti per cercare di ricuperare i poveri resti di Sergio e, poiché le belve inferocite non davano il permesso di traslare la salma a Muriaglio, egli attese la notte e, con alcuni fedeli amici, la trafugò e la trasporto in parrocchia dove allestì la camera ardente».

Grazie alla testimonianza indiretta di Davide e ai documenti ritrovati, ai quali si aggiungono quelli di una ricercatrice del Canavese, nei mesi scorsi è stata presentata istanza per conferire l’onorificenza di Giusto tra le Nazioni al compianto sacerdote, «senza il quale - precisa Davide - la mia famiglia non sarebbe sopravvissuta e io non ci sarei». 


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