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  • 10 aprile 2008
  • Casale Monferrato

Ente Trevisio: Palazzo Vitta andrà all'asta? E col ricavato si interverrà sul Trevigi e Santa Caterina

Beni all'asta per qualche milione di euro allo scopo di finanziare le finalità costitutive dell'Ente Trevisio (favorire il diritto allo studio) e avviare il recupero di Santa Caterina. È questa la strategia che intende attuare il consiglio di amministrazione dell'Ente Trevisio, presieduto da Giovanni Ferrari. Il patrimonio dell'Ente è infatti molto consistente, ma l'assenza di una adeguata liquidità comporta grossi problemi sia per la manutenzione sia per lo svolgimento della mission dell'ente. L'alienazione degli immobili non essenziali – dunque - potrebbe risolvere la situazione. Le proprietà dell'ente consistono in quasi un intero isolato e si distribuiscono su una superficie di circa un ettaro, comprendendo gran parte del trapezio delimitato da via Trevigi, piazza Castello, via Alessandria e via Roma. Immobili in parte in affitto da cui l'ente ricava entrate non sufficienti - però - a far fronte a tutte le esigenze. L'alleggerimento del patrimonio sarebbe attuato con la vendita dello storico Palazzo Vitta e dell'immobile che si affaccia su piazza castello dove sono insediate la Camera del Lavoro, alcuni alloggi e diverse attività commerciali. «La perizia che ne stabilirà il valore – dice Ferrari – sarà svolta da tecnici di un ente pubblico, il Comune, auspichiamo». La collaborazione tra ente e Comune è stata avviata tempo fa, proprio allo scopo di avere a disposizione le professionalità necessarie per la gestione di una partita indubbiamente complessa e delicata. Le risorse che verranno recuperate saranno utilizzate per il ripristino dello stabile della Scuola media Trevigi, che verrà adeguato a standard moderni e dove si pensa di recuperare al piano superiore una decina di nuove aule che consentirebbero - spiega Ferrari – l'insediamento di un'altra scuola. L'altro intervento – spiega il presidente del cda - sarà rivolto a Santa Caterina, un gioiello architettonico che è ormai esposto al rischio di un grave degrado. Il Comune aveva destinato poche settimane fa un contributo di 25mila euro proprio per favorire almeno l'intervento sulle coperture della chiesa, evitando così che le infiltrazioni compromettano il prezioso ciclo di affreschi della bella struttura barocca. «Abbiamo già commissionato un progetto di recupero completo a uno studio specializzato nel restauro di architetture barocche con il quale abbiamo chiesto un ulteriore contributo alla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino», spiega Ferrari. La spesa complessiva è stimata in 521mila euro e il primo lotto - per il quale è stato chiesto il contributo alla Fondazione CRT - è di 150mila. «Ora tutto deve essere ratificato dalla Regione Piemonte, poi si potrà procedere con le aste per la vendita degli immobili», precisa Ferrari. Ma prima l'Ente vorrebbe ottenere una variante di destinazione d'uso di Palazzo Vitta attualmente utilizzabile solo per usi pubblici e che potrebbe invece essere trasformato in area residenziale e commerciale, con conseguente apprezzamento del valore commerciale dell'immobile. Insomma i tempi non saranno brevissimi, ma il processo, dice Ferrari, si sta avviando. m.f.

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