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La lotta alle zanzare parte dalle risaie. Allagamenti "trappola" per le larve

In questi giorni stanno ricominciando le operazioni "di campo" della campagna di lotta alle zanzare 2008, anche se le attività di preparazione non si sono mai interrotte, nemmeno quest'inverno. «I tecnici incaricati da Ipla, circa un centinaio, in base al progetto finanziato dalla Regione Piemonte e dalle Province di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli, stanno contattando i risicoltori al fine di ampliare sempre più il territorio da trattare con la loro fondamentale collaborazione», evidenzia un comunicato stampa diffuso proprio dall'Ipla. Anche quest'anno la lotta alle zanzare di risaia correrà su due binariparalleli: interventi da terra effettuati dagli agricoltori in concomitanza con le operazioni agronomiche e trattamenti aerei condotti direttamente nell'ambito del progetto regionale coordinato dall'Ipla. L'obiettivo per il 2008 è quello di raddoppiare la superficie trattata direttamente dagli agricoltori, arrivando a circa 30.000 ettari. Il ruolo degli agricoltori Gli operatori agricoli potranno, infatti, fornire un decisivo apporto alla lotta in diversi modi, come definito dalle linee guida predisposte dai tecnici regionali, di concerto con le associazioni sindacali agricole. In primo luogo gestendo diversamente le pratiche abituali della falsa semina per il controllo del riso crodo. In questo caso, anziché sommergere per molti giorni le risaie consentendo alle larve di zanzara di nascere e giungere a maturazione, si potranno effettuare più bagnature consecutive senza una vera sommersione, onde impedire la schiusa delle uova. In alternativa, si potranno allagare le risaie per pochi giorni, lasciandole poi asciugare per percolazione, mantenendo chiuse le bocchette di uscita per evitare che le larve trasportate dall'acqua concludano lo sviluppo altrove. Con quest'ultima tecnica si ottiene la schiusa delle uova di zanzara e la morte delle larve per mancanza d'acqua. Gli agricoltori che attuano il controllo del riso crodo mediante l'impiego di antigerminello in acqua potranno invece aggiungere a questo un prodotto larvicida acquistato dall'Ipla, soggetto attuatore del progetto di lotta, secondo le indicazioni che saranno fornite dai tecnici Ipla. Analogamente, durante la semina, se effettuata in acqua, si potrà aggiungere un prodotto larvicida che, mescolato al seme nella tramoggia, verrà veicolato su tutta la risaia determinando la morte delle larve di zanzara presenti o che nasceranno nei giorni successivi. Questo non sarà necessario nel caso in cui l'agricoltore intervenga già per conto suo con prodotti insetticidi usati per il controllo di altri organismi dannosi. In questo caso è, però, quanto mai opportuno comunicare tale uso di insetticidi ai centri operativi per la lotta alle zanzare (numero verde 800.831.110), onde evitare sovrapposizioni di interventi. Infine, un piccolo aiuto verrà anche dal Programma di sviluppo rurale (PSR) regionale, la cui misura N. 214 (pagamenti agroambientali), prevede due impegni aggiuntivi specifici per mitigare i riflessi negativi sulla biodiversità e quindi sui predatori naturali di zanzare determinati dalla pratica agronomica dell'asciutta. Il primo impegno riguarda la riduzione programmata delle asciutte sospendendole in anticipo e mantenendo una sommersione ininterrotta, con livello dell'acqua costante fino all'ultimo definitivo prosciugamento in prossimità della raccolta. Il secondo impegno prevede la realizzazione di solchi perimentrali che si mantengano allagati anche durante le fasi di asciutta. Informazioni possono essere richieste direttamente all'Ipla (tel. 011.8998933) settore lotta alle zanzare.

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Barbara Marini

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