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  • 20 giugno 2013
  • Casale Monferrato

Malaventura: «Ci ha distinti il cuore e la voglia di fare»

Malaventura, 35 anni, al terzo anno in maglia rossoblù. Un prezioso punto di riferimento per la squadra e beniamino della tifoseria casalese. Una bella stagione, come l’hai vissuta? «È stata una bella stagione, nella quale siamo partiti con una squadra nuova e giovane riuscendo ad arrivare ai playoff e a entrare tra le prime tre. Un risultato inaspettato per come eravamo partiti. Bello, perché abbiamo offerto una buona pallacanestro. Abbiamo divertito, con grande cuore e tanta voglia di fare che ci ha contraddistinti». Un’annata segnata dagli infortuni. Quanto hanno contato in negativo, con la mancanza di un uomo nel roster, ma anche in positivo, creando compattezza e fiducia nel gruppo? «Col senno di poi abbiamo superato bene tutti gli infortuni. In un momento difficile abbiamo perso Pierich, eravamo con la squadra ancora completamente nuova, Martinoni non era ancora entrato in forma e ci siamo compattati molto. Poi l’infortunio di Green, che è stato molto lungo, in un momento in cui si era rivelato il giocatore più forte del campionato, ma la squadra ha preso consapevolezza dei propri mezzi, con 8 vittorie in 9 partite e andando avanti in Coppa Italia. Quello di Butkevicius ha inciso, indubbiamente. Se perdi il pivot titolare nei playoff, quando le partite sono ravvicinate, non è facile. Contro Pistoia, siamo riusciti a giocarci gara-3 facendo a meno di lui per tutto il secondo tempo. In gara-4 abbiamo fatto molta più fatica». Casale aveva nel roster alcuni giocatori che arrivavano da stagioni non proprio positive, oppure erano alla prima esperienza in Italia. Chi di loro ti ha stupito di più? «Tutti, nel loro piccolo, hanno fatto qualcosa di straordinario. Ware ha vinto l’MVP, dimostrando grande leadership e risolvendo partite con tiri decisivi nel finale. Per un ragazzo così giovane alla prima esperienza, non è facile. Butkevicius, ci ha messo qualche tempo per capire bene i ritmi di gioco del nostro campionato, ma anche lui ha avuto una grande crescita. Alla fine tutti: da Monaldi ad Antonelli, allo stesso Green, alla prima annata in Italia, hanno fatto miglioramenti che hanno portato a questo bel risultato». Quest’anno la tua esperienza è stata importante. In cosa ti senti più maturato e che consigli dai ai più giovani? «Ai più giovani dico sempre di lavorare tanto e non pensare che si possa sfondare solo con il talento. Bisogna coltivarlo e allenarlo giorno per giorno con grande umiltà. Ci sono momenti difficili, durante una stagione e durante una carriera, e solo con il lavoro se ne viene fuori più forti. Personalmente, credo che ogni stagione possa dare qualcosa, sia tecnicamente che a livello agonistico. Quest’anno, ancora una volta, ha dimostrato che restando uniti si possono ottenere risultati superiori alle aspettative». Ti abbiamo visto incitare il pubblico dopo certi momenti. Ti senti un trascinatore in questa squadra? «Vivo tanto di emozioni. Ci sono momenti in cui capisci di avere segnato canestri importanti, che forse possono cambiare la partita. Con l’esperienza capisci che sono momenti chiave, in cui puoi trascinare tutto il pubblico. Soprattutto quando giochi in casa, è importante avere un tifo caldo, sportivamente parlando, perché ti trascina. Se riusciamo a trascinare i nostri tifosi, loro poi trascinano noi». Un aneddoto curioso di questa stagione? «Sicuramente mi ha colpito la voglia di tornare in campo di Butkevicius dopo l’infortunio in gara-3, contro Pistoia. Il giorno dopo provava a giocare e pensavo: o non sente il dolore oppure non so come faccia. Magari in Lituania sono più “duri” di noi...! È stata da apprezzare la sua determinazione nel voler scendere in campo a tutti i costi». Com’è Matteo al di fuori del campo da gioco? «Sono una persona molto legata alla famiglia. Sia i miei figli che mia moglie mi danno la forza. Anche perché stare vicino ad un giocatore, spostarsi e cambiare spesso città, riconosco che non è facile. Avere una famiglia che ti segue sempre e che ti fa capire di essere sempre con te, è molto importante».

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