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  • 02 marzo 2026
  • Casale Monferrato

Al Municipale

Fabrizio Lobello e Francesco Lancia sul palcoscenico per Attivamente

Gli attori della compagnia I Bugiardini

Fabrizio Lobello e Francesco Lancia. Compagnia teatrale “I Bugiardini”

Ancora pochissimi posti disponibili e sabato 7 marzo alle ore 21 il Teatro Municipale di Casale Monferrato ospiterà Dueallaenne Musical Edition, uno spettacolo di improvvisazione teatrale ad altissimo coinvolgimento, dove la scena nasce in tempo reale dagli spunti del pubblico e si trasforma in storie, personaggi e... numeri musicali improvvisati dal vivo.

Sul palco, gli intervistati di oggi, Fabrizio Lobello e Francesco Lancia, protagonisti della scena dell’improvvisazione italiana, accompagnati dalle musiche di Alessio Granato. I tre fanno parte della compagnia I Bugiardini nata a Roma nel 2008, formata da artisti accomunati dalla passione per il teatro di improvvisazione e dalla sperimentazione scenica. In questa Musical Edition la componente musicale non è un semplice accompagnamento: è parte della narrazione, crea ritmo, sorpresa e momenti esilaranti, con canzoni e atmosfere che prendono forma davanti agli occhi (e alle orecchie) degli spettatori. Dueallaenne è pensato per far vivere al pubblico un’esperienza travolgente: si ride molto, ci si stupisce e ci si sente parte dello spettacolo, perché ogni serata è costruita “su misura” per la platea presente. È questo il suo segreto: uno show sempre diverso, energico e imprevedibile, capace di unire leggerezza e qualità artistica.  

La serata è dedicata alla sensibilizzazione e alla raccolta fondi a favore di associazione AttivaMente ASD APS: l’intero incasso sarà devoluto per sostenere progetti di sport inclusivo rivolti a bambini e ragazzi con disabilità intellettiva. L’evento si svolge con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato e con il sostegno di Fondazione Mediolanum, charity partner della serata, che raddoppierà i primi 5 mila euro raccolti. L’organizzazione artistica è realizzata in collaborazione con Le Muse Accademia Europea d’Arte.

Improvvisazione e solidarietà, come si fondono per questa serata?
Sarà una serata speciale dedicata ad un tema importante e delicato come la sensibilità sulle disabilità intellettive. Noi ne parleremo alla nostra maniera creando live un musical sulla base dei suggerimenti del pubblico con la nostra tipica leggerezza ma provando a far sviluppare empatia verso il tema dell’inclusività e verso chi deve sempre faticare per essere “visto” al di là delle proprie debolezze. Costruire uno spettacolo di improvvisazione diventa quasi un linguaggio condiviso con il pubblico: ognuno porta la propria storia e il proprio modo di reagire alla sfida.

Come definite il vostro genere di musical?
Non è un musical tradizionale, e nemmeno uno spettacolo comico puro: è un musical improvvisato. Ogni sera saliamo sul palco senza idea di cosa accadrà, senza copione e senza scenografie: sulla base delle ispirazioni che ci darà il pubblico all’inizio, creiamo musica, storie, canzoni e personaggi sul momento, dando vita ogni volta a storie mai viste prima. E’ uno spettacolo in cui si ride molto e i primi a divertirsi tantissimo siamo proprio noi. 

Dueallaenne: come avete sviluppato… questa formula?
E’ una sorta di “teatro estremo”, due attori e un musicista senza copione o strutture che ogni volta devono costruire da zero un musical, creando tutti i personaggi, i dialoghi e i testi delle canzoni... Ci divertiva molto l’idea di portare all’estremo il rischio di andare in scena senza nessun appiglio ma con l’obiettivo impossibile di creare uno spettacolo complicato come un musical. I risultati sono imprevedibili e spesso oltre il nostro controllo.

Che ruolo ha la musica sul palco? Se parlate di improvvisazione, torna subito alla mente il jazz…
La musica per noi è parte integrante dell’improvvisazione — non è solo sottofondo, è elemento narrativo vero e proprio. Il nostro musicista non suona pezzi prestabiliti: reagisce, risponde, si intreccia alle storie che nascono in scena. Dal jazz prendiamo la volontà di costruire il tutto con un continuo rimpallo tra attori e musicisti, come in una jam continua.

Che ruolo avrà il pubblico nello svolgimento dello show?
Fondamentale. Non è uno spettacolo dove ti siedi e guardi passivamente: al pubblico chiediamo lo spunto creativo, con una breve intervista a qualcuno seduto in platea. Da lì traiamo liberamente l’ispirazione per creare il nostro spettacolo, ma anche dopo il pubblico continua a influenzare l’energia in sala, le scelte di ritmo, i personaggi, le situazioni. Senza gli spettatori, quella sera lo show non esisterebbe proprio nello stesso modo, è una co-creazione collettiva.


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