Sicurezza: Cascina Consolata, la “storia infinita”. Altro rinvio dei lavori
Il bando non è pronto e i lavori per l’arretramento dell’argine in prossimità della Cascina Consolata non inizieranno prima del secondo semestre del 2017.
Il ritardo nell’inizio dei lavori è giurassico, di ben sei anni! Tre milioni il costo degli interventi che potrebbe subire un’impennata.
A spiegare l’ennesimo slittamento dei lavori è Eligio Di Mascio dell’AIPO: «Sono in corso le verifiche amministrative, l’iter si è interrotto a causa del ricorso presentato da uno dei proprietari, tecnicamente è tutto pronto, ma è chiaro che il bando subirà una dilazione rispetto ai termini stabiliti ».
La finalità degli interventi da realizzare alla Consolata è quella di dare maggior sicurezza ai quartieri di Popolo, Oltreponte e Terranova ma anche alla Nuova Casale. Sarà realizzato un nuovo argine di 1,5 chilometri, alto quattro con l’eliminazione del restringimento nell’alveo del Po.
La questione legata all’abbattimento della Consolata e dell’arretramento dell’argine furono esaminate in Consiglio comunale. Verrebbe ridotto di una trentina di centimetri il livello della piena in caso di un’alluvione come quella del 2000. L’argine - in pratica - verrà spostato alle spalle della Consolata con la rimozione di quello attuale lungo circa 770 metri.
Il 9 luglio 2013 venne chiusa la Conferenza Servizi nella quale furono acquisiti autorizzazioni, nulla osta, pareri necessari alla realizzazione dell’opera. Previsto anche l’abbattimento della cascina. Sarà attuata, sul sedime arginale che sarà demolito, una fascia boschiva, una sorta di corridoio ecologico ripristinando il suolo agrario.
Sarà anche realizzato un percorso ciclopedonale e piantate le seguenti specie: Acer campestre, Pyrus pyraster, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna, Euonymus europaeus, Rosa canina, Fraxinus excelsior, Fraxinus ornus, Malus sylvestris, Ligustrum vulgare, Sorbus torminalis, Populus spinosa, Rhamnus catharticus.
Dovranno essere assunti gli accorgimenti opportuni per scongiurare accidentali sversamenti di inquinanti che mettano a rischio il suolo e la qualità delle acque sotterranee e per limitare l’emissioni di polveri durante il trasporto dei materiali e le attività di cantiere.