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  • 07 settembre 2009
  • Casale Monferrato

Sert-Consultorio, convivenza difficile?

I servizi sociali vanno erogati ma serve anche molta attenzione al target allo scopo di evitare di accostare prestazioni disarmoniche. È l’osservazione di fondo alla base della richiesta avanzata dall’assessore Riboldi all’ASL di riprendere in mano la questione del SERT, collocato in piazza San Domenico nello stesso luogo in cui si trova la sede degli alcolisti anonimi e del consultorio. «Non si tratta di ghettizzare o di demonizzare i tossicodipen denti», dice Riboldi, «ma di evitare di mettere in difficoltà, come in effetti sta avvenendo, altri utenti. Come gli alcolisti anonimi che non frequentano il centro perché non c’è la necessaria privacy o come tante giovani madri che hanno bisogno del pediatra o che sono in attesa e che preferiscono per questa situazione rivolgersi a uno specialista privato. In questo modo si crea un danno dal punto di vista sociale e della cittadinanza in quanto il servizio di fatto non viene fruito». Sulla questione aveva presentato alcuni mesi fa una interrogazione anche il consigliere regionale Marco Botta che intende ora riproporre la cosa a Palazzo Lascaris. In effetti si tratta di una questione delicata, proprio perché bisogna evitare di demonizzare o isolare i tossicodipendenti, vittime di una forma di disagio tra le più devastanti e problematiche, e che per questo necessitano di una attenzione sociale specifica. Riboldi propone di creare un tavolo che veda rappresentati gli operatori del sociosanitario, una rappresentanza dei cittadini che operano nella zona di San Domenico e un rappresentante dei servizi sociali per trovare soluzioni alternative.

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Miryam Belfiore

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