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Cosa faranno i Comuni: Unioni Municipali o fusioni?

Unioni municipali o fusioni? Quale sarà il futuro dei piccoli Comuni italiani? Come verrà ridisegnata la geografia del territorio? Tante le domande e, tutte senza risposta, quelle che si pongono i primi cittadini e gli amministratori monferrini, chiamati ad agire in tempi stretti secondo i contenuti dell’ultima manovra finanziaria, senza però permettersi, al momento, di conoscerne le modalità e  gli strumenti. In Piemonte sono 597 su 1211 i piccoli Comuni interessati dall’art. 16 della legge in questione, 112 su 190 nella sola provincia di Alessandria ed oltre il 62% in quella di Asti contro, tanto per portare un esempio, un solo Comune sull’intera provincia di Milano. Il messaggio che continua a risuonare a tutti i livelli è “associarsi per sopravvivere” ma, come? Le Unioni dei Comuni, soluzioni di associazionismo regionale già in vigore da almeno un decennio sopravvivranno? E ancora, rappresenteranno un doppio organismo o saranno la partenza per ricreare le nuove Unioni Municipali così come intese dal legislatore? Intanto è chiaro che non si potranno sostituire ad esse anche in virtù della continuità territoriale, il cosiddetto fattore “contermine” previsto dalle Unioni Municipali e rispetto al quale molte Collinari sono andate in deroga. Va poi ricordato che l’oggetto delle Collinari sono sempre stati i servizi e non le funzioni associate come è ora richiesto. Ma quali sono  funzioni obbligatorie? Amministrazione generale per minimo il 70% della spesa, polizia municipale, istruzione (compresi gli asili nido, la refezione e l’edilizia scolastica), viabilità e trasporti, la gestione del territorio e dell’ambiente (eccetto l’edilizia residenziale pubblica ed il servizio idrico integrato) e, per chiudere, il sociale. Funzioni obbligatorie per i Comuni sopra ai 1000 abitanti mentre quelli under 1000, dovranno associarle tutte e non solo le 6 obbligatorie.  L’articolo 16 prevede altresì le convenzioni tra i Comuni «ma sono vie residuali per chi non riesce a fare le Unioni come può accadere per le Comunità Montane» ha ripetutamente specificato il senatore Massimo Garavaglia  in occasione dell’incontro promosso dall’Associazione dei Comuni Monferrini al municipale di Casale lunedì scorso (nella foto). «Il patto di stabilità premierà solo ed esclusivamente chi andrà verso le Unioni Municipali - ha aggiunto - i primi Comuni che andranno ad elezioni, voteranno secondo il nuovo metodo. Nel frattempo starà in piedi un percorso ibrido necessario ad arrivare all’allineamento di tutte le singole amministrazioni».   Intanto la Regione, ovvero l’assessorato agli Enti Locali guidato da Elena Maccanti, oltre a fare da camera di regia sulla trasformazione e ridisegno della geografia piemontese, ha già approvato in sede di conferenza i bandi per la gestione associata delle funzioni, la cui preminenza sarà sul sociale. La funzione di polizia locale invece, anche se l’unica individuata tra quelle fondamentali, sarà sufficiente «purchè - ha specificato l’assessore - accompagnata da un altro servizio anche se non fondamentale». Inoltre saranno ammessi a finanziamento le Unioni che si costituiranno tra la data di pubblicazione e quella di scadenza. La Regione ha già messo a disposizione degli enti locali 250 milioni di euro prelevati dal capitolo del patto di stabilità. Anche Anci e Associazione dei Comuni Monferrini si stanno mobilitando per migliorare i contenuti e favorire l’interpretazione della legge. Anci sta proponendo emendamenti e Associazione dei Comuni costituendo una rete di collegamento tra i Comuni stessi oltre a creare un centro di servizi che garantisca consulenza giuridica e organizzativa a Comuni ed Unioni. Il prossimo appuntamento per gli amministratori del Monferrato Casalese è in programma per sabato 29 ottobre alle ore 9 presso la sala congressi del Santuario di Crea per un incontro con Maurizio Delfino, consulente del Ministero Interno. L’incontro, promosso dal consigliere provinciale Corrado Calvo, sarà occasione per conoscere tecnicamente i passi da compiere per giungere alle Unioni Municipali o alle fusioni dei Comuni, comprendendone altresì come cambieranno le entrate, la contabilità e la gestione.

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Federico Nardi

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