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Venerdì 24 aprile

"Giù le mani dalle donne": la comunità monferrina ricorda Loredana

La fiaccolata nel centro di Vignale

Non è solo la comunità di Vignale ancora sotto shock, ma un intero territorio che nella serata di venerdì 24 aprile ha riempito le strade del concentrico in una fiaccolata promossa dal Club Unesco in ricordo di Loredana Ferrara, uccisa lunedì 20 aprile dall’ex compagno Silvio Gambetta.

Una processione silenziosa e raccolta, una vera e propria “fiumana” di persone, la famiglia, i parenti, gli amici e i conoscenti della vittima, le delegazioni delle associazioni me.dea e Zonta Club Alessandria, la sindaca Tina Corona, le colleghe e colleghi dei paesi limitrofi e il parlamentare Enzo Amich, che da piazza del Popolo è scesa in piazza Italia, scorrendo anche davanti a quel tragico angolo di via Manzoni, colmo di fiori, dove si è consumato il delitto.

C’è chi ha apposto alla giacca il nastro rosso, emblema della lotta contro la violenza di genere - compreso il presidente del Club Unesco vignalese Alberto Maffiotti, ma ci sono anche le podiste e i podisti che il 13 dicembre 2025 hanno corso con Loredana la prima Staffetta della Pace: per lei hanno indossato, di nuovo, la pettorina di quella giornata condivisa insieme.

L’amica Silvia Oppezzo le ha dedicato una poesia, “Proseguiremo noi per Loredana”, letta dalle referenti di me.dea. È una tragedia troppo grande per essere affrontata - sono le parole di Laura Erbetta, volontaria del Club Unesco - Forse, anzi, sicuramente non abbiamo fatto abbastanza. Dopo Loredana sono avvenuti altri due femminicidi. Una mattanza, una guerra, non un dramma privato che ha distrutto due famiglie. È un chiaro sintomo di un cancro sociale che dobbiamo estirpare: l’odio profondo e ancestrale che arma le menti deboli.

Questa sera sono qui prima come donna e poi come sindaco. Non nasconde la propria commozione Tina Corona. I vignalesi sanno che spesso nei miei discorsi dico che Vignale è il paese più bello del mondo. Da lunedì però questo mondo, non solo Vignale, si è rotto una volta ancora. Una volta di troppo. Questa frattura ha lasciato una ferita in ognuno di noi, in ogni vignalese che si è sentito parte di questa tragedia. Loredana resterà per tutti noi simbolo di grazia e di profonda umanità. Per il nostro paese non sarà solo la dodicesima vittima di femminicidio del 2026, ma un punto di partenza, una responsabilità, una sfida a fare qualcosa di concreto contro questa piaga, che imprigiona vittime e carnefici in un meccanismo che dobbiamo avere il coraggio di spezzare e guarire per in mondo libero dalla paura, dalla violenza e dal dolore. 

Toccante, infine, la testimonianza di Maurizio, ex collega alla Staffetta per la Pace. Sabato scorso si era confidata con me e mia moglie. Aveva condiviso con noi le sue storie e difficoltà. Eravamo rimasti allibiti per quanto le stava succedendo e volevamo offrirle il nostro aiuto: proprio questa sera ci dovevamo vedere per mangiare una pizza insieme. Purtroppo è successo quello che non doveva accadere.


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