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Trino, il pranzo dell’amicizia tra cibo e culture differenti

Si è trasformato in una bella festa multietnica il “Pranzo dell’Amicizia” che si è tenuto domenica scorsa nei locali del mercato coperto su iniziativa di Comune, Parrocchia e associazioni di volontariato di Trino. L’iniziativa ha richiamato circa duecento commensali ed ha rappresentato il modo ideale per concludere il programma di iniziative pensato in occasione delle recenti festività, un momento vissuto all’insegna della solidarietà, coinvolgendo persone di varie etnie e religioni che ne hanno approfittato per trascorrere alcuni momenti di divertimento in compagnia. Sono diverse le associazioni che hanno collaborato, con varie mansioni: la Pro Loco e il Circolo Club Amici Robellesi in cucina, il Gruppo Alpini alla distribuzione del vino, i ragazzi dell’oratorio hanno servito ai tavoli e organizzato l’animazione, quindi erano presenti anche i rappresentanti del Centro Ricreativo Auser, Ipab, Partecipanza, Centro di Ascolto, San Vincenzo, Avgia, Azione Cattolica, Ex Allievi Salesiani, Confraternite che hanno dato il loro contributo nel servire e nello sparecchiare le tavolate. Tra gli invitati c’era anche una rappresentanza dei giovani richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza situato sull’ex statale 31 bis: nel corso del pomeriggio la famiglia Palazzi ha voluto omaggiare i due mediatori culturali del centro - Rachida e Mohamed - con il libro e il cd dal titolo “Risaia… libertà” realizzato da Renzo Palazzi, affinchè anche i profughi ospiti in città possano avvicinarsi al dialetto locale. Un ringraziamento da parte dell’amministrazione comunale è andato invece a Renato, Mirosa, Pinuccia, Cristina e Mariuccia che insegnano italiano agli stranieri durante le lezioni che si svolgono in biblioteca. «La più grande soddisfazione è quella di essere riusciti a fare collaborare le associazioni trinesi per questa bella giornata di festa - commenta Patrizia Massazza, consigliere comunale con delega alle politiche sociali - come amministrazione lavoriamo affinchè le varie realtà della città possano collaborare insieme, proprio come è avvenuto oggi». Sulla stessa linea d’onda il commento del parroco don Jacek Jankosz. «È stato un bel ponte tra culture e religioni: meglio non si poteva concludere questo periodo di festa». Il pomeriggio di festeggiamenti è proseguito con canti e balli che hanno coinvolto volontari e ospiti.

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Silvia Sassone

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