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... e il Leardi all'Isola del Giglio

Gli alunni delle classi 2ªA e 2ªB Commerciale, 1ªA e 2ªA Geometri e 1ªA Grafico Pubblicitario dell’Istituto Superiore Statale “Leardi”, accompagnati dalle insegnanti Claudia Delrosso, Ivana Demartini e Maria Cristina Portinaro, hanno avuto modo di ammirare i suggestivi paesaggi ambientali e culturali dell’Isola del Giglio, una delle sette isole dell’Arcipelago Toscano. Attraverso l’attività del trekking si è organizzata una gita “diversa”, dove i mezzi di trasporto sono stati usati solo per i tratti lunghi del viaggio, mentre i luoghi sono stati scoperti e conquistati camminando e arrampicandosi per gustarli appieno con i cinque sensi come forma di educazione all’amore per la natura, ad un rapporto genuino con essa, al rispetto dell’ambiente e alla conoscenza di nuovi siti storici. L’isola del Giglio è tutta da scoprire. A spasso nell’incantevole baia di Giglio Campese, incorniciata dal faraglione da un lato e dall’imponente Torre Medicea dall’altra o arrampicandosi a quota 405 metri sul livello del mare per raggiungere Giglio Castello cinto dalle possenti mura, eretto dai Pisani nel XII secolo e restaurato dai Granducato di Toscana, con la Rocca difensiva Aldobrandesca per una meta suggestiva e dal fascino unico. Da Giglio Porto, costruito dai Romani - dove si distinguono bene le mura della cetaria per l’allevamento delle murene e la Villa Romana, ampliato nel 1796, e nel 1979 in seguito ad una mareggiata eccezionale – sono state raggiunte le spiagge e le calette delle Andenne e Caldane dove il mare cristallino è di colore smeraldo. In questo periodo primaverile l’isola è tutta in fiore. Il cisto rosa e bianco, le ginestre, la malva: i visitatori sono stati avvolti da una esplosione di colori e da una intensità di profumi inimmaginabili. Nascosti fra le rocce del faraglione, sono stati avvistati due piccoli di gabbiano corso, protetti dalla mamma che vigilava come una sentinella a pochi passi da loro, immobile. Un’altra attività interessante che ha avuto molto successo è stata quella svolta nel Laboratorio di Biologia Marina dove, sotto la guida di un giovane preparatissimo biologo, gli studenti di Palazzo Leardi hanno preso confidenza con i microscopi osservando cellule in formazione di lombrichi, pesci, stelle marine con immagini proiettate ed ingrandite su un maxischermo. L’Isola del Giglio ha dunque incantato e affascinato lasciando un ricordo indelebile a tutti i partecipanti.

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Barbara Marini

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