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  • 22 gennaio 2009
  • Casale Monferrato

Ordinanza del Comune per la bonifica della ex Ibl di Oltreponte

L’area della ex IBL deve essere messa in sicurezza. Lo stabilisce una ordinanza del dirigente del settore Ambiente del Comune di Casale Ferdinando Albertazzi approvata il 20 gennaio che concede alla proprietà (Aurora De Julis, legale rappresentante della società «La Serena Immobiliare srl» con sede a Sanremo) trenta giorni di tempo per la messa in sicurezza delle strutture parzialmente crollate dei fabbricati di via Adam per quanto riguarda gli aspetti statici delle strutture portanti e degli eventuali altri elementi costruttivi suscettibili di ulteriori crolli. Trenta giorni di tempo anche per attivare le procedure necessarie alla bonifica, vale a dire per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi contenenti amianto provenienti dalle coperture crollate. Qualora non ottemperassero incorrerebbero nella sanzione prevista dal codice penale per la mancata osservanza delle disposizioni della pubblica autorità: 206 euro di ammenda. L’ordinanza è stata firmata dal dirigente, spiega lo stesso Albertazzi, perché altrimenti in caso di inadempienza il Comune avrebbe dovuto intervenire con risorse proprie, salvo poi rivalersi sulla proprietà. Il pericolo amianto costituito dai tetti schiantati al suolo e frantumati secondo il direttore dello Spresal dell’ASl-AL Angelo Mancini è in realtà contenuto. «Tutti i monitoraggi dell’aria definiscono una situazione buona; del resto se il problema fossero le coperture bisognerebbe intervenire anche sulle altre grandi superficie come la ex Mondial e o la Bistefani. Ma per fortuna la gente cammina per strada e non sui tetti». E il fatto che sono crollate al suolo e frantumate? «Il pericolo è ugualmente relativo, se la gente non ci va a camminare sopra. Certo che nel momento in cui si rende conto che qualcuno entra ugualmente, come è avvenuto ultimamente, bisogna intervenire». La ex Ibl sarebbe infatti divenuta luogo di ricovero abituale di persone senza una fissa dimora. «E se qualcuno entra corre un rischio perché respira fibre di amianto ma soprattutto perché può crollargli una capriata addosso», aggiunge ancora Mancini. Molto diverso il parere di Bruno Pesce secondo il quale la situazione va affrontata anche per il rischio amianto: «È ovvio - commenta - che non ci si può fermare a una semplice multa di 200 euro; il Comune deve andare oltre, se la proprietà non provvede alla bonifica, valutando la possibilità di fare l’intervento in proprio e di addebitarla ai proprietari e procedendo - come già ventilato dal Comune - anche con un esposto alla Procura della Repubblica con la prospettiva di reati maggiori, per mettere di fronte alle proprie responsabilità la società». Con la proprietà subito dopo lo schianto della copertura, segnalata al nostro giornale da un lettore che l’aveva fotografata durante un volo in deltaplano, c’era stato un incontro in cui si era discusso dell’opportunità della bonifica ma l’immobiliare - secondo indiscrezioni - avrebbe legato l’intervento alla possibilità di capitalizzare l’investimento attraverso una variante al Piano Regolatore che consentisse di apprezzare l’area e di metterla in vendita. Una speculazione, certamente legittima, ma difficile da digerire per una città come Casale che a causa dell’amianto ha pagato un prezzo troppo elevato. E soprattutto incompatibile con i tempi lunghi che l’iter per la variante e l’alienazione comporterà, se verrà effettivamente attuato. Per cui bonifica e speculazione edilizia non possono che seguire due iter distinti. Il Comune - con la consulenza della stessa Asl - aveva tra l’altro inserito l’ex IBL tra i destinatari privilegiati dei contributi. E ciò non significa che dalle stesse autorità amministrative e sanitarie era stato riconosciuto un pericolo superiore a quello delle altre coperture, su cui - tra l’altro - occorrerebbe effettuare interventi periodici con impregnanti per limitare la dispersione delle fibre? L’ipotesi della bonifica «forzosa» formulata dal Comitato Vertenza Amianto potrebbe quindi non essere così remota e in ultima analisi portare la proprietà - che sarà certamente attenta all’aspetto dei costi - a valutare con più attenzione la situazione. Nella foto l'area ex IBL a OLtreponte, a ridosso del centro abitato

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