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A Moncalvo riportato ad antico splendore l’infernot del cardinale

Dopo mesi di lavoro e attenta ristrutturazione

A Moncalvo c’è “l’Infernot del cardinale”. Dopo mesi di lavoro e attenta ristrutturazione, un antico infernot è stato riportato al suo vecchio splendore. Situato sotto uno degli edifici storici di Moncalvo, Palazzo Tadini,in via Gabriele Capello, in pieno centro a fianco del campanile di sant’Antonio, la camera sotterranea è di proprietà di Vincenzo Guidolin e Laura De Luca che hanno voluto e curato il recupero del bene.

Dallo scorso anno, infatti, quando hanno deciso di acquistare questo spazio, si sono adoperati per ricreare le condizioni originarie: “Appena ho visto questa cantina sotterranea – dice Guidolin – me ne sono subito innamorato. Grazie ad alcuni amici siamo riusciti a liberarla e, con piccoli lavori in economia, l’abbiamo fatta tornare come doveva apparire tanti anni fa”.

Il nome che è stato scelto per l’infernot deriva dal cardinale Placido Maria Tadini che nacque nel palazzo l’11 ottobre 1759. Diventato prima vescovo di Biella e poi arcivescovo di Genova, fu nominato cardinale da Papa Gregorio XVI nel concistoro del 6 aprile 1835. Attualmente, degli antichi arredi dell’abitazione, è ancora visibile il lavabo originale della cappella privata del Cardinale, esposto nell’ingresso del palazzo.

Entrando nella cantina dalle dimensioni ridotte, scavata nella pietra da cantoni, l’occhio si posa sul caratteristico atrio in mattoni antichi in cotto chiaro e rosso e sulle volte a botte. Lungo le pareti sono situate delle nicchie scavate nella roccia che con ogni probabilità, servivano per  riporre vettovaglie, alimenti e utensili.

Un infernot in perfetto stile tradizionale, senza luce e aereazione, con quel profumo di umidità tipico delle grotte ipogee la cui frescura aiuta a conservare perfettamente i vini migliori e durante l’estate gli alimenti.