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Mombello, la croce della fraternità all’ex prigioniero Archimede Picco

Corona di alloro presso tutti i monumenti presenti nel capoluogo e nelle frazioni lo scorso fine settimana in paese per le celebrazioni dell’anniversario del IV Novembre avvenute nello scorso fine settimana. Da Casalino, Morsingo, Pozzengo, Zenevreto e Ilengo fino a Mombello, il sindaco Maria Rosa Dughera e l’amministrazione comunale, hanno onorato, in collaborazione con il gruppo alpini locale, la memoria dei caduti. «Oggi, di fronte ai nostri monumenti ed alle lapidi che rappresentano i nostri concittadini morti per dare la libertà e l’unità d’Italia», ha detto la Dughera nel suo intervento «dobbiamo ricordare che nulla ci è dato per sempre; ognuno di noi deve fare la propria parte nella società e nella comunità in cui vive, deve operare nel rispetto degli altri e farsi promotore di lealtà, solidarietà, impegno e fratellanza». La giornata è stata anche occasione per consegnare la croce-medaglia della fraternità europea ad Archimede Picco classe 1923, già decorato con la medaglia d’onore nel 2012 per iniziativa del capo dello Stato Italiano, il Presidente Giorgio Napolitano. Ex Fante del 19° reggimento di Fanteria di Nicastro, Picco ha così ricevuto, a nome della “Federazione Franco Italiana degli Anziani Combattenti Alleati e dell’amicizia tra i Popoli” con sede a Bruxelles, per interessamento del Grande Ufficiale Commendator Marco Viada, la Medaglia Militare - Croce di Guerra conferita quale ricordo e riconoscimento per le sofferenze e patimenti subite dal medesimo durante i due anni di crudele prigionia forzata nei campi nazisti come “schiavo di Hitler”. Con tale onorificenza è stata consegnata dal Comando Carabinieri di Cerrina la Preziosa Pergamena che fa riferimento al campo di prigionia di Schweinfurt nel periodo 10 settembre 1943 al 25 luglio 1945 data del rientro in Patria. «Bisogna sapere e non dimenticare mai per tutto il corso dell’umanità e per tutte le future generazioni, che cosa accadde in quegli anni in Europa - ha dichiarato Picco nel corso della cerimonia - perché per quei 60 milioni di morti che la guerra causò, verrà il giorno che qualcuno dovrà risponderne. Noi dobbiamo far si non accada mai più una tragedia come quella che ho vissuto io dal 1942 al 1945».

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Federico Nardi

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