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La crisi della Space Cannon: presidio della Lega Nord e interrogazione in Parlamento

I dipendenti della Space Cannon presidiano l’azienda, picchettandone i cancelli: è dal 29 settembre che non lavorano, cioè da quando sono stati convocati in assemblea dall’azienda per informarli dell’imminente chiusura. Curioso il fatto che fino a 15 giorni fa i lavoratori avevano fatto gli straordinari per finire le commesse e nel mese di aprile l’azienda aveva assunto personale a tempo determinato. «Noi del gruppo della Lega Nord di Fubine – commenta Lino Pettazzi, sindaco di Fubine - abbiamo presidiato a fianco dei lavoratori e nella mattinata di mercoledì ci ha raggiunto Riccardo Molinari, vice presidente del Consiglio regionale, che si è reso disponibile ad attivare tutti i canali regionali in loro favore. Anche l’assessore allo sviluppo economico Massimo Giordano è al corrente della situazione e così il presidente Roberto Cota che certamente non saranno insensibili di fronte ad problema così importante. Il comportamento della dirigenza dell’azienda è stato nella relazione con le istituzioni locali è stato anomalo e offensivo: siamo venuti a conoscenza del problema dai giornali». Salvare i lavoratori e l’immagine dell’azienda Lo stesso consigliere regionale del PD Rocchino Muliere ha presentato una interrogazione sulla situazione alla Space Cannon di Fubine: «Le notizie che parlano di una messa in liquidazione della Space Cannon richiedono un immediato intervento da parte della Regione Piemonte - spiega Muliere - l’alessandrino non può perdere una realtà così importante non solo per i posti di lavoro che rappresenta, la prima cosa da salvaguardare, ma anche per la tecnologia e le ricadute di immagine che sono collegate alla sua attività. Ho chiesto nell’interrogazione al presidente Cota e all’assessore competente di attivarsi immediatamente perché siano compiuti tutti i passi necessari per scongiurare chiusure o ridimensionamenti ingiustificati». Ma questo non è tutto. L’on. Mario Lovelli ha presentato un’interrogazione rivolta al Ministro del Lavoro «per illustrare il grave stato di crisi in cui versa la Space Cannon di Fubine, azienda leader nel settore dei sistemi d’illuminazione ad alta tecnologia. A distanza di 2 anni dall’acquisizione, il fatturato dell’azienda alessandrina è crollato da dai precedenti 7/8 milioni annui, al milione di euro registrato nei primi sei mesi del 2010. Inoltre l’azienda ha maturato un indebitamento pari a 8 milioni di euro». «La Zumbotel non è mai stata interessata» Per Lovelli «la crisi della Space Cannon di Fubine rappresenta un nuovo grave attacco all’occupazione in provincia di Alessandria. È necessario un impegno diretto del Ministero del Lavoro per garantire la salvaguardia del sito produttivo e gli ammortizzatori sociali ai lavoratori». Il sindaco Lino Pettazzi ripercorre le tappe dell’azienda: «La Space Cannon è stata acquisita nel 2008 dal gruppo austriaco Zumtobel, a quella data il fatturato ammontava a 9milioni di euro, nel 2009 il fatturato è sceso a 3 milioni per scendere ancora nell’anno in corso a meno di 1 milione. Avevano ereditato un catalogo di prodotti fornitissimo di prodotti che ora è stato ridotto al minimo. Appena acquisita l’azienda fubinese infatti la multinazionale ha ritirato 80% dei prodotti di punta dal mercato, mantenendo solo la tecnologia led, motivando l’esclusione con la mancanza di certificazioni sulla sicurezza». A tutti i clienti della Space Cannon «la Zumtobel ha a suo tempo inviato una lettera informandoli che i fari acquistati erano fuori legge e pericolosi per la sicurezza delle persone. Una strategia - secondo il sindaco di Fubine - per chiudere un’azienda (50 dipendenti) che alla Zumtobel non è mai interessato mantenere, alla multinazionale interessava probabilmente soltanto ottenerne il marchio e la tecnologia per poi produrre altrove».

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