Successo della Sagra dell'agnolotto della Pro Loco Casale
Non è stato l’agnolotto il piatto più gettonato alla Sagra a lui intitolata, bensì l’antipasto monferrino, un tris di stuzzichini locali e le patatine fritte. Nonostante ciò sono stati distribuiti, tra cotti al sugo d’arrosto e crudi da asporto, ben più di due quintali della specialità monferrina di pasta ripiena.
A proposito, l’origine del nome sarebbe da attribuire, secondo la tradizione popolare, a un cuoco di nome Angiolino, detto Angelot, che avrebbe formulato la ricetta. In seguito la specialità di Angelot sarebbe diventata l'attuale “agnolotto”.
Francesco Mazzucco, presidente della Pro Loco Casale, è soddisfatto dell’esito della Sagra svoltasi da mercoledì 2 a domenica 6 giugno al mercato Pavia di Piazza Castello. “Sono stati quattro giorni di festa (giovedì la kermesse era sospesa) che hanno coinvolto nello svago e nella buona cucina la città. La gente ha accolto l’invito e ha partecipato numerosa soprattutto per quanto riguarda la musica che era a disposizione gratuitamente. D’altra parte il nostro scopo era farla divertire e, quanto pare, l’abbiamo raggiunto”.
Confermano il suo giudizio anche i positivi i commenti degli ospiti che hanno occupato i tavoli distribuiti sotto il porticato della struttura. Come quello del casalese Nino Saettone che sabato sera ha invitato a cena Chiara la nipotina di tre anni residente con la mamma Daniela Veilua e il papà Roberto Saettone a Frassinello e la compagna Sandra Arvat di Pont-Saint-Martin. Per la signora, per la prima volta alla Sagra dell’Agnolotto, è stata l’occasione per confrontarla con gli analoghi intrattenimenti valdostani, riconoscendo che “questa festa è più raffinata perché la gente viene a cena anche da fuori e poi si ferma a ballare. Le nostre sono celebrazioni delle usanze del paese e vi partecipa la gente del posto che trova l’occasione di assaggiare piatti della tradizione che solitamente non si cucinano”.
Musica
La Sagra dell’Agnolotto non è stata solo cibo ma anche musica. A cominciare dalle quattro orchestre che hanno trascinato sulla grande pista sotto le stelle centinaia di ballerini.
Mercoledì quella dal repertorio melodico di Enrico Musiani, venerdì la band “I Delax” rivolta ai giovani con la musica rivisitata degli anni ‘60-70-80, sabato l’orchestra spettacolo della tv “Giuliano e i Baroni” che ha proposto musica da ballo e domenica, ultimo giorno di festa, il complesso “Don Miko”.
Sabato e domenica pomeriggio sul palco della pista c’è stata l’esibizione rispettivamente di alcune band e cantanti solisti protagonisti della prima edizione del “Festival della Musica Giovane”, un progetto della Pro Loco che si è realizzato il 17 aprile al Salone Tartara e che sarà ripetuto ogni anno in concomitanza con la Fiera di San Giuseppe. La band “Black Hole in the Spotlight” ha eseguito brani dei Deep Purple, Oasis, P.F.M e il gruppo “Thunder off Soul” ha proposto canzoni di Shakira, Police, Vasco Rossi, Ligabue, Avril Lavigne. I solisti sono stati Chiara Petrassi, vincitrice del concorso, che con Gloria Marcarini ha anche interpretato le sigle di apertura e chiusura della rassegna, Paola Sobrino, Giulia Haxhi, Selene Pepe, Fabiana Bodrali, Stefano Caruso, le sorelle Deevasis.
Almeno una cinquantina di fan ha seguito nei due giorni le performances dei giovani artisti, che si sono dichiarati molto soddisfatti dell’opportunità di esibirsi di nuovo, nonostante la complicazione del sole che nel primo pomeriggio dardeggiava implacabile lo spazio riservato agli strumenti.
Infine ha avuto successo anche il mercatino di prodotti di artigiani e hobbysti che ha aggiunto colore e vivacità alla sagra.
Luciana Corino
Nds. Per un errore informatico sul numero in edicola martedì è uscita una cronaca errata della Sagra, ce ne scusiamo coi lettori e gli interessati.