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Vignale Monferrato Festival: arriva "Tutorial", maxi karaoke danzante al castello

Oggi, giovedì 6 luglio, al Castello dei Paleologi, Casale Monferrato alle ore 21.30 il "Vignale Monferrato Festival" fa tappa a Casale con "Tutorial" (ingresso 3 euro), un maxi karaoke danzante “da piazza” aperto a tutti, che gioca sulla contaminazione tra danze albanesi e balli del territorio esplorato. Glen Çaçi (nella foto), coreografo ma anche reporter di guerra nel ’99, ne conduce l’andamento, invitando i cittadini/spettatori a osservare sullo schermo danze tradizionali per poi guidarne l’esecuzione. L’originale performance è il seguito di una ricerca che Caçi condivide con il fratello Olger, anch’egli emigrato dall’Albania. Dai quesiti, la spinta alle sperimentazioni artistiche: “troverò il giusto luogo in cui vivere? È possibile giocare con la nostra identità oggi?” “Tutorial” è uno spazio di danza come punto di unione. Un pretesto per il suo autore per ampliare tale pratica di ricerca all’Europa e al mondo intero, coinvolgendo, in ogni città, persone diverse e tentando nella colorata impresa di farle divertire. L'intervista di Massimiliano Francia Glen Çaçi, danzatore, coreografo, reporter di guerra Tutorial è una proposta innovativa, in cosa consiste? Non credo che Tutorial sia una proposta innovativa ma sicuramente pone delle questioni riguardo al lavoro artistico e la modalità di fruizione da parte di chi dovrebbe essere, per convenzione, passivo.  Non è più tempo di stare seduti a guardare ma di agire. E quanto all’agire il pubblico viene invitato ad imparare e ballare in tempo reale danze di varia provenienza. Danze che in realtà sono complicate e che diventano un pretesto per un’azione collettiva. Il risultato è sorprendente ed ogni volta diverso. Quali sono le reazioni del pubblico? All’inizio le espressioni nei volti sono un po’ dubbiose. C'è chi si butta subito dentro e c’è chi preferisce guardare, ma alla fine ballano tutti. Le reazioni sono diverse, di curiosità, imbarazzo, gioia. Ci si dà forza a vicenda e alla fine diventa sempre, almeno finora, un bellissimo incontro dove non si può restare a guardare. La danza unisce davvero? I popoli, le culture, le etnie... Unisce anche un buon bicchiere di vino attorno ad un tavolo, ma la danza è un espressione primordiale e parla attraverso il corpo. In quel senso abbatte barriere linguistiche e quindi si, unisce, fortifica le relazioni, le preoccupazioni vengono messe da parte, ma se non altro, il giorno dopo aver ballato ti senti leggero e pronto ad attraversare un’altra giornata. Quindi secondo lei chi balla è più o meno socievole? Non per forza chi balla è socievole. Mi viene in mente quando ballavo ai rave da solo insieme ad altre persone sole, ma erano altri tempi. Invitare a ballare può essere a volte una forzatura, devi riuscire ad empatizzare con chi hai di fronte. In Tutorial chi decide di partecipare attivamente non si sente a disagio perché non si sente osservato, quindi può esprimersi a modo suo con libertà. Questo è anche il punto forte di Tutorial. Il fatto che riesce a creare una micro-comunità fatta da persone che spesso rispecchiano la struttura sociale del paese/festival che lo ospita. Pensa che bisognerebbe insegnare danza a scuola? Assolutamente si ma più che danza, teatro o altro bisogna fornire ai ragazzi mezzi alternativi per capire che il mondo è vario, che esistono le sfumature, che si può anche sognare e che a volte si può anche essere un po’ folli e coraggiosi. Conosce Vignale, il Monferrato, Casale? Negli anni Novanta la nostra città ospitò una cospicua emigrazione dall'Albania e molti suoi compatrioti sono rimasti. Conosco poco Vignale ma conosco bene altre realtà. La storia si ripete, ieri gli albanesi, oggi i ghanesi e cosi via. Mi viene in mente un bell'articolo letto qualche tempo fa dal titolo "Che fine hanno fatto gli albanesi?" La comunità albanese nel territorio italiano è la prova concreta che l'immigrazione e la libertà di movimento può diventare ricchezza, non solo culturale ma anche economica. E quando l’emergenza finisce si può iniziare a coltivare. Mi commuove sapere che stanno nascendo i primi artisti albanesi in Italia. Sarò felicissimo di coinvolgere gli albanesi di Vignale dentro il lavoro. Pensa che il futuro sarà di integrazione o di nuovi muri tra le nazioni? Non credo ci sia muro che tenga al cambiamento a cui tutti siamo chiamati. E' una missione difficilissima da compiere. Mettere in discussione i propri valori e i propri credo, cosi stratificati nei secoli, non può che portare a una ridiscussione della nostra posizione nel mondo. La valorizzazione, il rispetto del diverso e l'integrazione è un processo che riguarda sì chi viene accolto, ma sopratutto chi accoglie.

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Laura Mellina

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