Centrale biogas: bocciato definitivamente il progetto dell’impianto di Trino
di m.i.
Al terzo tentativo è arrivato il “no” definitivo all’insediamento della centrale a biogas. La Conferenza dei Servizi che si è tenuta venerdì scorso in Provincia a Vercelli ha infatti respinto la richiesta della ditta proponente, la Real Bioenergy, intenzionata a costruire l’impianto a biomasse in Strada Antica per Ramezzana, su alcuni terreni di proprietà della Diocesi di Vercelli. Sono arrivati i pareri contrari del Comune di Trino, Asl, Arpa, Ovest Sesia, a cui si sono aggiunti i “no” di tutti gli soggetti interessati: in particolare si è posta l’attenzione sulla mancanza di una documentazione appropriata per quel che riguarda la viabilità, in quanto su quelle strade di campagna, si sarebbero trovati a transitare con molta frequenza i mezzi pesanti per il trasporto del materiale necessario a fare funzionare la centrale.
Soddisfazione da parte delle forze politiche locali e delle associazioni ambientaliste che si sono espresse più volte contro questo impianto.
«Sono molto soddisfatto, sia io che i miei amici Negri, Mussino e Coletto, che componevano con me il gruppo consigliare ”Forza Trino” - commenta l’ex assessore Mario Burrone - lo siamo sia politicamente, sia per quanto concerne il nostro parere personale, che risulta essere ben noto sulla proliferazione di questi impianti, cioè che non portano al territorio nulla di buono, ma sono solo un grande business per chi li realizza».
Un’ulteriore soddisfazione arriva dal parere Arpa che «come noi giudica i documenti presentati come integrazioni o osservazioni, come previsto dalla legge, non conformi in quanto in realtà sono documenti ex novo e quindi anche a loro parere non rispecchiano quanto previsto dalla legge. Credo comunque che, aldilà di tutto, sia stato importante che noi di “Forza Trino”, gli ex gruppi “Io Amo Trino” e “Trino è Tua”, ci siamo tutti insieme impegnati per il bene del territorio: è la dimostrazione che le cose fatte da una squadra, sia pur nel rispetto delle reciproche posizioni, portano sempre a grandi risultati. Permettetemi di ringraziare chi in Conferenza ha rappresentato il Comune: il commissario prefettizio Raffaella Attianese, che come avrebbe dovuto fare l’ex sindaco Marco Felisati, si è presentata con tre pareri tecnici negativi degli uffici viabilità, ufficio tecnico manutentivo e urbanistico, questo a dimostrare che i trinesi non sono litigiosi ma semplicemente decisi determinati quando si tratta del bene della loro città».
Ambiente e salute pubblica
Per Giovanni Ravasenga «il “no” doveva già prevalere nella prima Conferenza a fronte di un progetto che non ha sostenibilità e/o ricaduta per il territorio e la comunità, se non quella del proponente di inserire la centrale in rete e incamerarne i proventi.
Insostenibilità del progetto è chiaramente espressa dalla normativa vigente, sia dal punto di vista ambientale che della salute pubblica che di uso del territorio, in particolare per quanto previsto dalla normativa comunitaria e ministeriale e purtroppo, a mio parere, la Regione è arrivata in ritardo con il suo provvedimento del 30 gennaio 2012 che recepisce le linee guida ministeriali del settembre 2010. Molti a nostro giudizio le motivazioni per dire un più che convinto no alla proliferazione di questi impianti che dal punto di vista economico trovano una esigua sostenibilità esclusivamente per il contributo statale (che tutti noi paghiamo in bolletta) previsto per l’energia prodotta da fonti rinnovabili.
Poi il fatto che il territorio di Trino fin dal 2002 è inserito nel Piano regionale di risanamento atmosferico e poiché risulta che in dieci anni non si è risanato proprio nulla, a mio parere è un ulteriore e grave contraddittorio dal punto di vista giuridico e del diritto sostenere, un decennio dopo, che occorre un ulteriore provvedimento per dire no a questi impianti. Poi l’accesso e il transito per le aree individuate è del tutto insostenibile gravarlo sulla strada antica per Ramezzana e sulle sue attuali condizioni».
«Noi di “Io Amo Trino” abbiamo evidenziato le molte insostenibilità e le abbiamo sottoposte e comunicate direttamente a tutti i soggetti e alle istituzioni che partecipano alla Conferenza. Per concludere quindi, piena soddisfazione per l’esito conclusivo con l’auspicio che si rifletta molto sull’impiego delle biomasse e si conceda più spazio, almeno nel nostro territorio, all’idroelettrico».
Danni all’agricoltura
«Una bella notizia per il Comune di Trino e per chi ha a cuore la difesa del nostro territorio» sostengono gli esponenti dell’ex gruppo consigliare “Trino è Tua”. «Non possiamo che essere soddisfatti di come si è conclusa questa vicenda, del resto avevamo espresso la nostra contrarietà sin da quando eravamo venuti a conoscenza del progetto.
Continuiamo a pensare che sia un delitto utilizzare materiale che potrebbe essere destinato all’alimentazione umana e animale per produrre energia (in questo caso poi, senza nemmeno il recupero di calore o una specifica finalizzazione d’uso) e siamo convinti che il luogo individuato per la realizzazione di questo impianto fosse sbagliato e avrebbe ancora peggiorato il suo impatto sull’ambiente. Noi siamo contenti di averci visto giusto e aver dato, per quanto di nostra competenza, il nostro contributo al raggiungimento dell’obiettivo finale».
Soddisfazione anche dalla Lega Nord: «Riteniamo che il territorio trinese non può diventare una nuova silicon valley e tanto ha già dato in passato relativamente a questioni energetiche, oltretutto la centrale sarebbe nata a ridosso di aree dove si coltiva riso pregiato,per cui avrebbe causato danni anche all’agricoltura locale» commentano Paolo Tiramani e Alessandro Mocca.