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Centrale a biomasse fra Cereseto e Madonnina gia'  alla Conferenza dei servizi

Una centrale con l'utilizzo delle biomasse - Conferenza dei Servizi permettendo - verrà realizzata in territorio di Cereseto, nell'area industriale alle porte di Madonnina, lungo l'ex statale 457 Casale-Asti. La proposta riguardante l'energia innovativa è stata fatta da un pool di imprenditori che fanno capo alla società E.R. Cereseto s.r.l. con sede in città, al civico 2 di via Mameli (presidente Ernesto Accornero, amministratore delegato Luigi Mossone) con la Provincia operante in veste di capofila. Il 6 marzo, ad Alessandria, la Conferenza dei Servizi costituirà il passo decisivo dopodichè, ottenuta l'autorizzazione, partirà il lungo iter procedurale improntato alla realizzazione dell'impianto. Le biomasse verranno ricavate dall'olio di colza che svilupperà 18 mega watt di energia che, conti alla mano, potrebbe fornire elettricità a 6 mila famiglie. Sarà comunque necessario il collegamento all'Enel. Dall'autorizzazione alla costruzione della centrale energetica occorreranno un paio d'anni. A Cereseto la centrale energetica produrrà teleriscaldamento all'intera area industriale ceresetese, una delle più importanti della collina Casalese. Verrà realizzata dietro al Brico Center, vicino alla centrale elettrica. Nell'area, il cui spazio è raddoppiato in seguito alle tante richieste di insediamenti, sono operative importanti aziende monferrine alcune delle quali, come il Brico Center, sono state rilocalizzate. «E' ancora prematuro - commenta il sindaco Gianpiero Tribocco - prima dobbiamo capire cosa emergerà dalla Conferenza dei Servizi dopodichè, con progetti e atti alla mano, il Comune si pronuncerà nel merito valutando ogni circostanza, prima fra tutte le problematiche legate all'ambiente». «Si tratta - dice Alberto Deambrogio, consigliere regionale della Sinistra Arcobaleno - di un ulteriore progetto di centrale a biomasse che viene presentato fuori da una seria programmazione degli impianti a livello regionale. Ci troviamo di fronte a una proposta che sinora è stata lacunosa in molti punti. La portata totale dei fumi emessi non risulta esplicitamente nella documentazione prodotta. Da un primo calcolo effettuato sulla base dei dati presentati i fattori di emissione risultano assai elevati: nell'ordine di 1000 mg di NOX e di 250 mg di PM per ogni kWh di energia elettrica prodotta. Anche dal punto di vista del bilancio energetico dell'impianto, che dovrebbe funzionare ad olio vegetale, molte cose non sono chiare e in particolare sarebbe necessario conoscere il consumo orario di oli vari e il loro potere calorifico medio, in modo da poter valutare se la potenza termica è inferiore o superiore a 50MWt, soglia oltre la quale è necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale».

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Federico Nardi

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