Festival di Sanremo: è arrivato terzo Roberto Amadè, classe 1982, che aveva esordito giovedì all’Ariston nella categoria Giovani. Amadè è «Piemontese di razza, vive a Tricerro ai piedi delle prime colline del Monferrato…». Così recita la sua biografia ufficiale diffusa a Sanremo.
La sua carriera è decollata con il Premio Bindi 2010. Si dichiara, lo abbiamo sentito a Sanremo, «affascinato del Monferrato e di Casale» che ha scelto come location per le foto del suo primo disco. Amadè (cognome vero Cappella) vive a Tricerro in via Battisti. La sua compagna è trinese.
A Sanremo è stato un po’ ‘‘chiuso’’ dal bravo jazzista Raphael Gualazzi della ‘‘scuderia’’ di Caterina Caselli. Amadè è giunto terzo anche nella classifica del premio Mia Martini (il cosiddetto premio della critica, votanti i giornalisti accreditati, il nostro voto l’ha avuto).Tra i suoi fans il sindaco di Tricerro Ezio Borgogni, presente all’Ariston, che ci annuncia la consegna di un riconoscimento ufficiale («se lo merita come cantante e come persona») ad Amadè il prossimo 8 marzo in Consiglio Comunale.
Paolo Demaria hairstylist
Paolo Demaria, hairstylist e make-up artist (una volta si diceva truccatore...), di San Maurizio di Conzano, ha il merito del look di Giusy Ferreri (anni Sessanta, labbra sensuali) e Nathalie (quella dai capelli rosso fuoco). Gran lavoro per lui ma, ci dice, «molto gratificante, sono ragazze brave e simpatiche».
I 'Quaderni' dell’Ariston
Walter Vacchino e la sorella Carla presentano venerdì il Quaderno dell’Ariston (complesso di cui sono proprietari) numero 22. E’ ricco di immagini e storia (compresi gli incontri di box di Benvenuti) ce lo dona Andrea figlio di Walter; i Vacchino hanno un’ascendenza monferrina: nonna Emilia Accatino da Camagna, nata nel 1878, che sposa, sempre a Camagna nel 1896, Carlo Vacchino.
Due grandi giornaliste
Nella sala stampa dell’Ariston (allestita per metà circa dei milleduecento accreditati, gli altri giornalisti, delle radio, sono al Palafiori) siedono in prima fila due apprezzatissime colleghe: Marinella Venegoni da Crescentino (città di cui è sindaco) e Alessandra Comazzi da Trino. Proprio dalla Venegoni è partita verso le 12,30 di sabato alla messa cantata (la conferenza stampa dell’organizzazione) una domanda sul televoto la cui risposta da parte di un funzionario un po’ incauto di Rai Trade (che anticipava anche alcuni voti sui singoli) a momenti faceva saltare il Festival...
Alla Venegoni, è ormai tradizione, ogni anno regaliamo il libro strenna de Il Monferrato, lei ci ricambia col suo pronostico, meglio oggi (venerdì sera) i suoi preferiti ''sono quattro su tre'', rebus), quest'anno guidati da Vecchioni, poi Tricarico, La Crus e Madonia-Battiato (un Battiato sprecato, ma questo lo dico io).
Morandi, Morandi, portami a Sanremo
Tutta Sanremo è Festival con diverse postazioni canore; sul palco di piazza Colombo ‘‘becchiamo’’ il cantautore Davide Demarinis; canta l’appello ‘‘Morandi, Morandi’’, sulla base, peccato: nel suo videoclip che spopola su you tube il sassofonista era uno stimato pubblicitario casalese in Milano, Alberto Angelino.
Enogastronomia in sala stampa
Il Festival, si è già detto di milleduecento giornalisti e fotografi accreditati sia per la carta stampata che la radio e Tv, ergo una grande vetrina internazionale e bene l'hanno capito una serie di piccoli produttori di Langhe e Astigiano che sollevano verso le 19,30 il lavoro dei cronisti con salumi (notevoli quelli di ''baffo'' Primo Montaldo da Neviglie che è riuscito a farli assaggiare pure a Luca e a Paolo), agnolotti del plin (però una volta i tajarin...), formaggi, miele, dolci, grissini strati a mano della Bottega del Pane di Carmagnola e vini (brindisi grazie al Consorzio per la tutela dell’Asti con coppe di Moscato d’Asti docg e Asti docg).
Tutto questo per dire che se io fossi ''Mondo'' (il consorzio turistico Casale-Lomellina) qualche prodotto qui lo farei giungere, ad incominciare dai krumiri Portinaro.
Mostra sulla comunicazione
Non son solo canzonette... Una meritata citazione per la mostra multimediale allestita al Palafiori (grosso complesso in centro e forsesottoutilizzato) dal "Museo della Comunicazione" di Bologna con strumenti storici che che testimoniano l'evoluzione della comunicazione moderna, dalla radio, alla fonografia, al cinema, alla televisione, al computer, anima di tutto Giovanni Pelagalli, fondatore del museo.
Un percorso tutto da vedere e da ascoltare
Abbiamo visto con calma (fuori diluviava...) il raro e ricercato grammofono Victrola, corredato da dischi originali di Caruso, ultracentenari (abbiamo sentito “O sole mio”). A tal proposito si narra che Al Capone dopo le sue scorribande si commovesse fino alle lacrime nell’ascoltare questa canzone su questo grammofono.
Un altro pezzo eccellente: l’organo musicale a cilindro e a manovella con quarantaquattro canne di legno, risalente alla seconda metà dell’800, collocato sul suo carretto provvisto anche di automa con campanelle. In quell’epoca si poteva ascoltare questo suono melodioso nelle contrade delle città d’Europa.
Nella cripta della chiesa russa
In pausa Festival scendiamo nella cripta della chiesa russo-ortodossa a fianco del Casinò (tanto fuori piove...) e troviamo le tombe (vuote) dei reali del Montenegro tumulate nel 1921. Spieghiamoci.
Nel 1989, i resti della famiglia reale montenegrina furono trasferiti da Sanremo a Cettigne, ex capitale del Montenegro. Delle sepolture reali restano nella cripta solo i sarcofaghi, in marmo nero, dell'architetto Guidiccini. Davanti alla chiesa sono inoltre collocati i busti del re d'Italia Vittorio Emanuele III e di sua moglie, Elena del Montenegro, figlia di Nicola I con un cartiglio che ricorda tutta la storia. Delle sei figlie di Nicola I due divennero regine d'Italia e di Serbia, e altre due granduchesse in Russia.
La cripta, diventata ora cenotafio, funge da memoriale di Montenegro: oltre al sarcofago ormai vuoto si possono infatti osservare lapidi commemorative dedicate alle principesse, l’albero genealogico dei Petrovic-Njegos, ed una documentazione fotografica sulla famiglia. In un quadro si legge (il Monferrato torna sempre...) ''alla fine degli anni ‘40, mentre la comunità stava attraversando momenti difficili, la cripta restò praticamente incustodita, e nel 1947 la cappella fu profanata da ladri alla ricerca di oggetti preziosi; queste circostanze spinsero la principessa Jolanda di Savoia, nipote dei sovrani Nicola e Milena, a far trasferire nel 1952 le spoglie dei nonni nella tenuta di famiglia del marito, il conte Calvi di Bergolo, vicino a Torino....''. La tenuta era il castello di Pomaro sulla Casale-Valenza e da nostra indagine risulta - da trafiletto su Il Monferrato di 41 anni fa che le salme erano tumulate alla cappella di famiglia Della Valle di Pomaro al cimitero di Casale.
Negli anni ‘60 la comunità ortodossa sanremese riacquistò le forze ed il rettore con la starosta proposero di far tornare le spoglie dei reali di Montenegro. Così nel 1970 le salme tornarono da Casale a Sanremo alla loro collocazione iniziale. Inoltre, furono deposte accanto a loro le spoglie delle figlie di Nicola, Vera (22.02.1887 – 30.10.1927, Antibes) e Xenia (22.04.1888 – 9.03.1960, Clichy).
Il nipote di re Nicola, Umberto II di Savoia, dall’esilio fornì i mezzi e il disegno per l’erezione di un sarcofago di marmo nero e per il progetto della cappella. Accanto al sarcofago fu posto un busto di Nicola, copia di quello collocato nel giardino di villa Nobel sempre a Sanremo verso Taggia.
Poi la solenne traslazione in Montenegro. Che storia!
Una bici Colnago per Morandi
E' stato assegnato a Morandi il sempre sorridente (e sempre più stanco....) conduttore della 61esima edizione del festival di Sanremo il premio "Cycling riviera Award", istituito per questa prima edizione da Sanremo Promotion, la societa' di servizio del comune di Sanremo con il Casino'. Il premio consiste in un esemplare numerato (002) di una bicicletta modello "Freedom" della Colnago. Il premio doveva essere consegnato materialmente nell'ambito del gala' "Nata per unire", al Casino' di Sanremo (al termine della riuscitissima maxi serata tricolore di giovedì) ma il presentatore ha preferito riposare nell'Hotel tre stelle a fianco dell'Ariston. Un premio in ogni caso perchè Morandi è un grande sostenitore della pista ciclabile di Sanremo (positiva novità di questi ultimi anni di una città massacrata dal cemento e priva di parcheggi) e del parco costiero riviera dei fiori.
Unità d’Italia con Benigni
Usciamo ancora dalla monferrinità in questo mini taccuino sanremese per ricordare che il Festival l’ha vinto Vecchioni (che tutti chiamano il prof), con l’aggiunta del personale successo di Benigni (che grande esempio di ‘‘Unità d’Italia’’, di storia, di quando la cultura se fatta bene paga) e della squadra di Morandi (Luca e Paolo, Belen ed Elisabetta Canalis).
Luigi Angelino
FOTO. Belen, Venegoni (con il libro Monferrato Tricolore), Amadè