“Fermare il declino” ricette per governare anche a Casale
di Fabrizio Gambolati
Fermare il declino nuova sorpresa della politica? Nato da pochissimo, si sta rapidamente espandendo in tutta Italia, tanto che ha già raggiunto i 30 mila iscritti. Fermare il declino è il nuovo movimento popolare fondato dal giornalista Oscar Giannino ad agosto e che sta incuriosendo sempre più cittadini. Da tre settimane è stata fondata la sezione della Provincia di Alessandria, ottenendo già diverse adesioni soprattutto ad Alessandria, ma anche a Casale e nelle altre zone del territorio. Fermare il declino sarà la nuova sorpresa del panorama politico italiano? Per saperne di più abbiamo parlato con il casalese Davide Rivera, coordinatore del movimento a livello provinciale. «Anche se, forse, il movimento sta godendo di poco risalto a livello mediatico, può contare su un significativo seguito di sostenitori, come abbiamo constatato negli incontri pubblici con i fondatori di Fermare il declino» racconta con soddisfazione, ricordando che «ad un meeting con Oscar Giannino, a Milano, hanno partecipato 3mila persone. Ad Alessandria abbiamo, invece, invitato Michele Bodrin, un altro dei fondatori. L’incontro è stato seguito da 120 persone». Per promuovere e far conoscere la sezione della Provincia di Alessandria, Rivera anticipa che il 15 novembre sarà ad Alessandria Oscar Giannino. «Mi impegnerò- continua il coordinatore- per portare anche a Casale qualcuno dei fondatori». Ma qual’è la politica di Fermare il declino? «Il nostro è un programma molto chiaro - chiosa Rivera - fondato su 10 punti. Le nostre proposte sono: ridurre l’ammontare del debito pubblico; ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell’arco di 5 anni; ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni; liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali; sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti; adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d’interesse; far funzionare la giustizia; liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne; ridare alla scuola e all’università il ruolo, perso da tempo, di volani dell’emancipazione socio-economica delle nuove generazioni; introdurre il vero federalismo».