Ronzone, un bosco tra fiume e colli. Quaranta ettari di verde, con zone picnic, aree giochi, percorsi ciclabili
di Massimiliano Francia
Cominceranno entro fine anno i lavori di rinaturalizzazione del Bosco Pastrona che consentiranno, nel giro di qualche anno, di realizzare un grande parco urbano lungo il fiume ma anche a ridosso del Ronzone, quartiere storicamente caratterizzato dalla presenza dell’Eternit. Un bosco che non sarà urbano ma - tuttavia - facilmente raggiungibile dal centro città, anche attraverso un percorso ciclabile e pedonale protetto.
Oltre 40 ettari di terreni recentemente acquistati dal Parco Fluviale del Po e dell’Orba, con uno specifico finanziamento della Regione Piemonte dove verranno realizzati percorsi naturalistici, angoli picnic, aree giochi, boschi, ampie radure, un’area destinata a chi vuole andare a spasso con il cane e una pista da ciclocross; tutti spazi destinati a essere fruiti nel tempo libero.
Il progetto, predisposto dall’Ente-Parco, è stato presentato mercoledì scorso nella sede operativa di Casale, presenti l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Nicola de Ruggiero, il sindaco di Casale Giorgio Demezzi, e poi Ettore Broveglio (presidente dell’Ente-Parco), Dario Zocco (direttore del Parco) e i funzionari che si stanno occupando dell’intervento.
L’operazione rientra in piano più ampio di azioni, previste dal Programma Integrato per lo Sviluppo Locale (P.I.S.L.) denominato “N.A.Tu.R.A.” (Naturalità, Agricoltura, Turismo e Riqualificazione Ambientale), ideato e coordinato dall’Ente-Parco nel 2006.
Esso prevede interventi in una quarantina di Comuni per costruire e valorizzare un sistema di connessione reticolare fra le aree protette gestite dall’Ente-Parco e i territori coinvolti, nella piana vercellese, nel Monferrato casalese, nel Valenzano e nell’Alessandrino, tramite la riqualificazione ambientale e la promozione di attività eco-compatibili in agricoltura, turismo e nei servizi pubblici ambientali.
I boschi, ha sottolineato Luca Cristaldi, responsabile del Settore agro-forestale del Parco, sono riscoperti e valorizzati in tutta Europa e in tutto il mondo, sia in zona attigue ai centri urbani sia, quando possibile, dentro gli stessi abitati.
Diventano sede di attività rivolta al tempo libero così come al benessere, per un salutare contatto con la natura, ma hanno anche una importante funzione ecologica per la salubrità dell’ambiente in generale.
Nel caso del Bosco Pastrona c’è anche la finalità di tutelare la biodiversità - sia vegetale sia animale- e una specie arborea paradossalmente oggi a rischio: il pioppo nero.
«Nel giro di un anno – ha detto Cristaldi - pianteremo oltre 10.000 piante da rimboschimento, appartenenti alla flora originaria degli antichi boschi del Po, tra cui querce, olmi, pioppi bianchi, pioppi neri, biancospini, aceri, meli e peri selvatici, fornite dai vivai della Regione Piemonte e dal CRA-PLF (l’ex Istituto di Pioppicoltura) di Casale. Verrà anche ricreato un grosso bosco per la conservazione del pioppo nero selvatico, specie a rischio di estinzione nella Pianura Padana. La superficie complessiva d’impianto a bosco è di circa 15 ettari».
L’intervento costerà nel complesso circa 500 mila euro, interamente stanziati dalla Regione per acquisto e realizzazione del progetto.
Ma anche il Comune di Casale farà la sua parte, sia provvedendo alla manutenzione delle aree non boschive del parco, sia acquistando a sua volta - e mettendo a disposizione del Parco - alcuni ettari di superfici attualmente di proprietà della Italcementi e della ex Salget.
Valenza particolare dell’intervento, fortemente voluto dal consigliere regionale Alberto Deambrogio – ha detto l’assessore de Ruggiero - è anche e proprio la risposta al disastro ambientale provocato dall’Eternit; si lavora, insomma, per cambiare volto a un’area della città profondamente ferita dall’amianto.
Anche per il sindaco di Casale Demezzi l’intervento ha grande valore perché si inserisce nel programma politico della nuova giunta di restituire alla fruizione il fiume e in particolare il tratto che attraversa la città.
«Vogliamo che – ha aggiunto – diventi anche una risorsa turistica».
«Il progetto complessivo di rinaturalizzazione interesserà oltre 50 ettari», sottolinea infine Dario Zocco, direttore del Parco. «Ciò che conta comunque oggi è essere partiti, e già tra un anno potremo apprezzare i primi, significativi risultati».