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  • 15 luglio 2010
  • Casale Monferrato

Rapinarono tabaccaia a Porta Milano: due giovani individuati dalla Polizia

La rapina aveva fruttato un bottino di 500 euro in contanti e diverse stecche di sigarette. A distanza di due mesi, la Polizia di Casale ha individuato due giovani residenti ad Ivrea quali presunti autori del colpo. Nei loro confronti il gip ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere e un provvedimento di obbligo di dimora. L’ordinanza di custodia ha colpito Daniele Dipinto, 26 anni, residente a Ivrea in corso Garibaldi, attualmente in carcere per un’altra rapina, al quale i poliziotti casalesi mercoledì hanno notificato il provvedimento nella casa circondariale di Ivrea. L’altro sospettato - del quale sono state rese note solo le iniziali, L.T.T., 20 anni, ex giocatore di basket, già nazionale juniores - non può allontanarsi dalla sua abitazione di corso Vercelli tutti i giorni dalle 20 alle 8. Gli inquirenti ritengono di avere raccolto su di loro elementi schiaccianti di colpevolezza. Indizi insufficienti invece per il terzo componente del gruppo che nel pomeriggio del 13 maggio scorso rapinò la tabaccheria di via Trino 39. Il colpo era stato messo a segno verso le 15,30 quando tre giovani, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che parlavano correttamente l’italiano, erano entrati nella rivendita situata nei pressi del passaggio a livello di Porta Milano. Mentre due rimanevano nei pressi della porta d’ingresso, il terzo si era infilato dietro al banco per prendere il denaro dalla cassa. In quel momento nella tabaccheria c’era solo la titolare, Laura Rossi, 70 anni, che aveva cominciato a urlare. Il bandito allora le aveva chiuso la bocca con un a mano e l’aveva spintonata con forza facendola cadere sul pavimento riportando lesioni giudicate guaribili in 25 giorni. Quindi aveva aperto la cassa e arraffato tutto il denaro e anche un po’ di sigarette. Dopodichè erano fuggiti, in direzione di via Trieste, a bordo di una Fiat Punto scura, dileguandosi. Sul posto erano intervenuti i poliziotti delle squadre volanti, investigativa e scientifica del Commissariato che avevano raccolto diversi elementi sui quali hanno lavorato in questi due mesi di indagini. Il modello dell’auto usata per la rapina con i primi numeri di targa sono stati determinanti per indirizzare le ricerche. Lo stesso giorno l’auto era stata segnalata, qualche ora prima, a Olcenengo, in provincia di Vercelli, dove il parroco della chiesa Santi Quilico e Giuditta aveva messo in fuga tre individui che stavano cercando di forzare la cassetta contenenti le offerte. Le caratteristiche dei ladri corrispondevano con quelle dei rapinatori: in particolare veniva indicata la presenza di un giovane di statura piuttosto elevata e di corporatura robusta. Gli investigatori casalesi hanno anche visionato le immagini registrate dalle telecamere installate in diverse zone della città e effettuati accertamenti mirati sulle utenze telefoniche, autorizzate dal magistrato. Così per due dei tre sospettati sono state raccolte prove tali da indurre i magistrati ad emettere i provvedimenti restrittivi nei confronti dei due giovani eporediesi.

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Samuele Mezzano

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