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Paradosso Asl: voto unanime sul regolamento che prevede la sede dell'ASL- AL a Casale. Poi si decide di chiedere ai legali se il voto e' risolutivo

a Approvazione unanime e immediata esecutività per il regolamento dell'assemblea dei sindaci dell'ASl provinciale. E subito dopo la proposta di rivolgersi ai legali per stabilire se e in che grado la votazione sia risolutiva e legittima. È il paradossale esito della lunga e combattuta Conferenza dei sindaci riunita ieri, martedì, ad Alessandria e che rappresenta a tutti gli effetti la nascita e la prima prova dell'Asl Provinciale. La discussione si è basata su un documento elaborato da una delegazione formata dalla rappresentanza delle tre Asl, documento che dà un ruolo a tutto il territorio riconoscendo le specificità della varie zone e tra esse la sede legale a Casale. E il punto al centro dello scontro è stato di fatto proprio questo e solo questo, la sede a Casale, che sulla carta è stata designata all'unanimità, ma che il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio e altri primi cittadini dopo aver perso la partita sul documento di indirizzi, intendevano rimettere in discussione affrontando i punti successivi all'ordine del giorno uno per uno: la nomina del presidente, l'individuazione dei distretti e – appunto - anche la sede legale a Casale. Fabbio aveva infatti proposto di approvare il documento di indirizzi stralciando la questione della sede dell'Asl a Casale e della presidenza ad Alessandria, posizione che ha avuto l'appoggio anche del sindaco di Odalengo Piccolo Angelo Ferroglio, unico fra tutti i sindaci dell'ex ASL 21, e la sua proposta era stata respinta. Un paradosso, dunque, perché da un lato c'è un atto formale di una assemblea che liberamente e unanimemente ha votato un documento che non lascia dubbi sulla indicazione che la sede legale sarà a Casale, assemblea che ha anche votato l'immediata esecutività, dall'altro c'è la volontà, sia pur di una minoranza dei sindaci, che vuole rimettere in discussione la designazione di Casale portando la sede legale nel capoluogo, esprimendosi nuovamente su questo singolo punto. Minoranza che però grazie al peso elettorale del capoluogo avrebbe forse potuto diventare maggioranza. La questione è stata infine posta in termini formali e si è deciso di acquisire un parere legale per capire se effettivamente – come sembrerebbe logico – la votazione del primo punto che comprendeva il regolamento integrato dal documento che parlava di Casale sede di Asl – renda i punti successivi una semplice presa d'atto, oppure se la discussione vada riproposta argomento per argomento entrando nel merito. Anche se, sia pur in questo caso, la discussione dovrebbe probabilmente essere riproposta come modifica del regolamento già approvato. Se così non fosse ci si troverebbe potenzialmente di fronte al paradosso giuridico di una assemblea che nella stessa seduta vota sullo stesso argomento in due modi opposti. Una battaglia politica – insomma – che si trasforma in una battaglia giuridica e che dovrà essere ora la Regione a dirimere.

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Barbara Marini

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