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Si apre il sipario
"Trappola per topi" al Municipale. Ettore Bassi è il sergente Trotter
Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio alle ore 21
Un grande classico della letteratura teatrale, scritto dalla regina del giallo per antonomasia. Proprio nel 2026, cadono i 50 anni dalla morte di Agatha Christie. “Trappola per topi” va in scena per la prima volta il 25 novembre 1952 all’Ambassadors Theatre di Londra e, da allora, viene rappresentato ininterrottamente da settant’anni. Giovedì 19 e venerdì 20 febbraio alle ore 21 (biglietti in vendita sul sito Vivaticket) arriva al Teatro Municipale di Casale Monferrato, per la stagione in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo. A parlarci dello spettacolo è... il sergente Trotter, ovvero l’attore Ettore Bassi.
Una rilettura di un testo senza tempo in grado di scardinare gli stereotipi e di valorizzare l’aspetto contemporaneo di racconto, mediante un plot ferreo e incalzante, impregnato di suspense e ironia. Una fitta trama di rigore ed eccentricità che non potrà fare a meno di “intrappolare” il pubblico. Una produzione La Pirandelliana, per la regia di Giorgio Gallione, con Claudia Campagnola, Dario Merlini, Giulia Ricciardi, Stefano Annoni, Marco Casazza, Matteo Palazzo e Raffaella Anzalone.
Per quale motivo Agatha Christie risulta ancora attuale nel 2026?
Agatha Christie è un classico e questa non sarebbe una risposta perché il classico ha qualcosa nella sua universalità, si rivolge a tutti e per sempre. Qualcosa che non passa mai, cavalca e racconta esperienze, sentimenti e dinamiche che riguardano tutti e sempre. E come tutti i grandi classici anche Agatha Christie cementa questo tipo di scrittura, in una forma di giallo, di commedia, a volte più dark, altre volte giocosa...
Quale missione ha il sergente Trotter?
Scovare la verità, capire chi dice la verità e in realtà in questa commedia nessuno la dice. Forse neanche il sergente Trotter.
Cosa piace di questa commedia con un tocco di giallo?
Il dinamismo, la vivacità del racconto, l’intrigo e poi soprattutto la descrizione dei personaggi che nonostante sia in versione di commedia, risulta molto minuziosa e attenta all’aspetto psicologico. Agatha Christie non si limita a rimanere in superficie con i personaggi e questo è un altro valore che la rende molto attuale. Scava nella psicologia e nelle emozioni dei ruoli. Nell’immedesimarmi nel sergente Trotter, mi sono trovato davanti a un personaggio che andava approfondito.
Guardando la scenografia, quale significato ha il grande cervo?
Un gioco provocatorio che ha realizzato il regista Giorgio Gallione: rappresenta la Natura che osserva gli umani presi nelle loro meschinità. La solennità e la compostezza della Natura che mette il suo occhio sull’Umanità: un confronto impietoso tra l’autorevolezza e la verità con le piccolezze dell’uomo.
Chi sono i “topi” di oggi?
Tutti coloro che eseguono, senza pensare. Tutti coloro che dormono, che accettano senza chiedersi perché. E sono tanti ancora oggi, perché fa comodo avere una società di obbedienti.
Cosa le piace di più del suo lavoro? Passa da Agatha Christie al nuovo spettacolo Stand Up for Giuda.
Mi piace la possibilità di sperimentare e fare incursioni in generi ed esperienze così piene. Il comune denominatore è comunque provare a raccontare qualcosa che ha un certo spessore...qualcosa che rimanga nello spettatore. E “Stand Up for Giuda” va in questa direzione: una arringa del traditore che vuole reclamare la propria dignità di chi ha avuto un ruolo centrale nel progetto di salvezza dell’umanità... Insomma si ripercorrono le fasi della vita di Giuda, dal suo punto di vista e il pubblico ne esce convinto. Merito anche del regista Leonardo Petrillo che ha lavorato sui Vangeli apocrifi, ha analizzato Antico e Nuovo Testamento... Un percorso profondo e ben studiato, per raccontare un punto di vista diverso. L’attualità dello spettacolo mostra il senso di giudizio e di pregiudizio, oltre all’importanza di un pensiero critico proprio. La verità non è ripetuta da tutti, ma è quella vissuta da ognuno di noi.
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