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Al Santo Spirito
Oncologia, garantiti day hospital e ricoveri
In provincia ne vengono eseguiti mediamente novantasei al giorno
L’Oncologia del Santo Spirito, oltre a garantire le visite urgenti, ha messo in atto una serie di importanti attività con l’impegno di tutta l’équipe.
Si lavora in regime di comprensibile difficoltà ma, il raggio di operatività del primario Roberta Buosi, direttore della SOC, è molto vasto con turni ospedalieri anche a Tortona, il cui nosocomio è dedicato interamente al covid-19, Novi Ligure e Acqui Terme. Come si lavora in questi giorni caratterizzati dallo stress prodotto dall’emergenza sanitaria?
«Noi medici di Casale Monferrato, che operiamo al Santo Spirito, non ci tiriamo certo indietro facendo turni per aiutare i colleghi che lavorano in altre realtà ospedaliere. Abbiamo suddiviso i pazienti oncologici in quattro categorie in moda da distribuire i percorsi operativi e ridurre i contatti: i pazienti in trattamento attivo sottoposti a chemioterapia, immunoterapia e terapie biologiche; i pazienti in fase diagnostica; quelli cosiddetti fuori terapia; e i pazienti non del tutto guariti che necessitano di regolari visite».
Le linee d’azione in Oncologia
Sono garantiti i day hospital per i pazienti in terapia e diagnostica: devono rivolgersi al CAS e saranno contattati. Chi accede al day hospital verrà dotato di mascherina ed è consentito un solo accompagnatore che deve stazionare fuori, nelle aree condivise. Garantiti anche gli interventi chirurgici su pazienti oncologici nei tempi stabiliti e i ricoveri nei posti letto dedicati all’Oncologia ma nell’Area Medica 1. I pazienti fuori terapia possono contattare il call center del reparto dalle 8 alle 13 lasciando i propri recapiti: verranno chiamati per telefono per le necessarie consulenze.
Stretta la collaborazione tra l’Oncologia e le cure palliative di cui sono responsabili Budel e Kasa per il supporto dei pazienti a domicilio.
Pazienti oncologici e covid-19
Come deve comparsi a casa chi soffre di patologie oncologiche? «Come tutte le persone - sottolinea il primario - non uscire di casa, ridurre i contatti, specie con i bambini. Se c’è febbre, contattare il medico di Medicina Generale e poi, se c’è la necessità, l’oncologo». Buosi è in stretto contatto con i colleghi oncologi di tutt’Italia per scambiar e opinioni e uniformare i comportamenti. «E’ alquanto curioso e come tale da approfondire il fatto che tra i pazienti oncologici ci sono al momento pochi contagi. Solo contagi sporadici, dobbiamo capire la motivazione».
Che siano le terapie mirate a fare da schermo o a frenare lo sviluppo del contagio nei pazienti oncologici?
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