Articolo »

Pscicosi per la meningite. Ma nella nostra zona non ci sono casi

La psicosi per il rischio di contrarre la meningite ha interessato in questi giorni anche Casale e il suo territorio e dall'Asl confermano che sono molte le telefonate giunte al servizio di Igiene pubblica. Allarme, però, dice Massimo D'Angelo, dirigente del servizio, totalmente infondato perché «nel nostro territorio non ci sono casi, né sospetti né tantomeno conclamati». Molti hanno contattato l'Asl allo scopo di effettuare il vaccino, ma allo stato attuale, afferma il medico, non ci sono le condizioni di rischio per effettuare una profilassi preventiva su vasta scala. «La situazione epidemiologica piemontese in generale - specifica un comunicato stampa diffuso dall'assessorato alla Sanità della Regione Piemonte - conferma l’inesistenza di condizioni di rischio particolari. «I casi di malattia da meningococco diagnosticati in Piemonte dal 2003 si sono rivelati sporadici e gli operatori sanitari hanno messo in atto tutti gli interventi necessari per controllare e prevenire eventuali epidemie, attraverso la sorveglianza continua e la profilassi con antibiotici di tutti coloro che sono stati a diretto contatto con chi si è ammalato. Inoltre, la maggioranza degli episodi segnalati in Piemonte è risultata di sierogruppo B, che non è prevenibile da vaccino». Infine l’andamento dei casi diagnosticati dal 2003 sul territorio regionale è lievemente in calo. «Allo stato attuale – dice pertanto Vittorio Demicheli, direttore dell’assessorato alla tutela della salute e sanità – non si registra alcun aumento né nella frequenza né del rischio di questa patologia in Piemonte e non c’è motivo alcuno per raccomandare attivamente la vaccinazione a soggetti sani in tutte le fasce d’età». Il vaccino è invece indicato per le persone che si recano o risiedono in Paesi in la malattia è endemica, vale a dire l'Africa (Burkina faso, Benin, Costa D'Avorio, Sudan), per i militari, i soggetti con mancanza della milza e con deficit del sistema immunitario. Il vaccino – spiega ancora D'Angelo - «è tetravalente contro i sierogruppi A, C, W135 e Y praticato a soggetti che si recando in aree endemiche o epdidemico. Per il sierogruppo B invece non è disponibile un vaccino efficace». La meningite è un'infiammazione a carico delle meningi causato non solo dal meningococco, ma anche da altri agenti quali lo pneumococco e da altre forme virali. In Italia di verificano ogni anno circa 900 casi di meningete da batteri, malattia infettiva grave con mortalità che va dal 10 al 15% dei casi in particolare nella forma fulminanente. Di questi 900 casi solo un terzo è causato dal meningococco, un terzo dalla pneumococco e circa un sesto da altri batteri. Il meningococco abitualmente presente in soggetti nel 10% della popolazione a livello delle prime vie respiratorie, e non determina in loro alcuna patologia conclamata. Meno dell'1% dei soggetti infetti ha il rischio di sviluppare la meningite. Il contagio avviene attraverso contatti stretti, in ambienti affollati, perché il batterio non sopravvive nell'ambiente, né negli alimenti o su oggetti. Esiste una profilassi pianificata a livello nazionale - attraverso vaccinazioni generalizzate - che si avvia quando c'è un rischio concreto di diffusione della malattia, ma a Casale il quadro – come si diceva – non è problematico. Gli uffici dell'Asl sono comunque pronto a intervenire qualora si verificasse un allarme. In caso si riscontrassero casi sospetti scatterebbe immediatamente la profilassi antibiotica per le persone a contatto con il malato nei dieci giorni precedenti l'infezione e una sorveglianza sanitaria dei contatti, cosicché gli individui esposti che presentino febbre possano essere trattatati immediatamente. I sintomi della malattia sono cefalea, febbre normalmente alta, rigidità alla nuca, nausea, vomito, spesso esantema e l'incidenza maggiore di casi si verifica durante l'inverno e la primavera. m.f.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!