“Gelindo ritorna” diventa film - Cliccando al termine dell'articolo il video della sacra rappresentazione
“Gelindo ritorna” diventa film. Dopo il successo che la sacra rappresentazione di Gian Mesturino ha riscosso a Crea, la Divota cumedia approda sul web, anche sul nostro sito www.ilmonferrato.it, con il filmato dell’avvenimento. Portato in scena dalla compagnia Torino Spettacoli, Gelindo ritorna è stato ripreso per essere diffuso su internet.
Se siete tra i tanti spettatori che lo hanno applaudito e volete rivivere la calda atmosfera di gioia e serenità evocata dal Santuario della Madonna di Crea, o per qualche motivo se ve lo siete perso, potete visionare Gelindo, in due parti, sul sito di Mon.D.O www.monferrato.org, ma anche su You Tube, Facebook e Twitter. Sul sito de Il Monferrato è inserito al termine dell’articolo il link che rimanda al filmato. Dopo il gran successo ottenuto per due anni consecutivi nel Duomo di Casale e il tutto esaurito di Crea, la Divota cumedia proverà a raggiungere il record di click. La devozione popolare, che Gelindo ritorna rappresenta pienamente, si fonde col moderno per raggiungere le famiglie direttamente nelle case.
La tradizionale storia sacra monferrina viene resa ancor più piacevole e vicina a noi dalla brillante interpretazione dei protagonisti che recitano nel nostro dialetto, tranne la Madonna (Silvia Barbero), Giuseppe (Ettore Lalli) e l’angelo (Isabella Astegiano), che si esprimono in italiano.
L’ottima qualità audio consente di apprezzare al meglio le canzoni che accompagnano la recita.
Gelindo, interpretato da Giovanni Mussotto, è un pastore monferrino che si mette in viaggio ubbidendo all’ordine di assolvere al censimento di Augusto. Come per incanto, a pochi passi da casa, si ritrova a Betlemme, dove incontra Giuseppe e Maria intenti a cercare rifugio. Sarà proprio il buon Gelindo, illuminato dalla grazia della Madonna ( << ma che bela dona>>), a indicare alla famiglia la capanna del destino, tornando poi accompagnato alla moglie Alinda (Maria Luisa Servesi), la figlia Aurelia (Alice Baronio) e il suo “ murùs” Medoro (Andrea Peron), per rendere omaggio al Bambin Gesù.
Il Monferrato e Betlemme sono a due passi, nel voler semplicemente dire come l’evento del Natale non abbia un luogo nel mondo, ma che sia dentro di noi, dono al cuore devoto di tutta l’umanità. Il contadino, nella sua pura meraviglia, testimonia come la Natività non si rinnovi in un luogo geografico, ma nel cuore devoto della gente semplice.
Fabrizio Gambolati
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