Adesso la bimba nata dalla mamma in coma ha un nome: Gaia
Adesso la bambina nata da una donna casalese in coma ha finalmente un nome: si chiama Gaia, come aveva deciso la mamma quando la portava in grembo, prima dell'incidente occorsole in via Sant'Anna, dove venne travolta da un'auto pirata (il cui conducente è stato comunque subito identificato: ha spiegato di essersi allontanato perché in preda al panico).
All'ospedale di Alessandria i medici avevano deciso per il parto cesareo: la piccola è venuta alla luce giovedì 22 maggio e i nonni materni sono andati all'Anagrafe per il riconoscimento. La legge però prescrive che solo i genitori possano effettuarlo. I nonni si sono allora rivolti ad un legale casalese, l'avvocato Paolo Casalone, spiegando che il padre non era intenzionato a riconoscere la bambina e che questa rischiava di essere data in adozione, date le condizioni di salute della mamma. Il legale ha subito presentato istanza di affidamento al Tribunale dei minori di Torino, sottolineando la particolarità del caso.
Subito dopo si è fatto avanti il padre, dicendo di essere pronto a recarsi all'Anagrafe. Ma ormai era scattata la procedura per il mancato riconoscimento. Adesso il padre ha avuto la necessaria documentazione e ha potuto denunciare la nascita della bambina: Gaia, di cittadinanza albanese. Quando la mamma, come ci si augura, uscirà dallo stato di torpore in cui è rimasta - anche se ha lasciato la terapia intensiva - anche lei potrà riconoscerla e darle anche la cittadinanza italiana.
Intanto, resta la richiesta di affidamento presentata dai nonni materni, già ascoltati dal magistrato a Torino insieme a una sorella della donna in coma e a una cugina. Martedì, è in programma l'audizione del padre, assistito dall'avvocato Massimiliano Borsalino di Alessandria che ha fatto sapere che «tutti vogliono la stessa cosa: il miglior bene possibile per la bambina». Se il padre, che lavora e non può seguire con continuità la piccola Gaia, non si opporrà alla richiesta dei nonni, almeno un aspetto della vicenda potrà essere risolto, in attesa dell'auspicato risveglio della mamma. Fra l'altro, in questa situazione di incertezza nessuno ha più potuto vedere la piccola: né il padre, né i nonni. Per conto di questi ultimi, l'avvocato Casalone ha preparato un'istanza perché siano consentite da subito le visite.