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  • 14 febbraio 2024
  • Casale Monferrato

Fu sacerdote ambrosiano e mecenate

Frassineto ricorda la figura di Guglielmo Vidoni

A luglio la visita dell’Arcivescovo di Milano

Nel 400° anniversario della morte di Mons. Guglielmo Vidoni, l’Accademia di Cultura Bernardino Cervis ed la Parrocchia di Sant’Ambrogio, in collaborazione con la Diocesi di Casale, l’Arcidiocesi di Milano, l’Ufficio Beni Culturali e per l’Edilizia di Culto della diocesi casalese ed il patrocinio del Comune di Frassineto Po, hanno organizzato una serie di eventi per ricordare la figura di questo importante sacerdote ambrosiano e grande mecenate frassinetese. 

Evento clou del calendario di eventi previsti per ricordare la figura di uno degli allievi prediletti di San Carlo Borromeo, sarà la visita dell’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Enrico Delpini che celebrerà con il Vescovo di Casale Mons. Gianni Sacchi, e numerosi sacerdoti della diocesi, una Celebrazione Eucaristica nella parrocchiale di Sant’Ambrogio di Frassineto Po il prossimo 6 luglio 2024. La visita di Mons. Delpini segue quelle dei suoi recenti predecessori Card. Giovanni Colombo nel 1984, nel 1987 e nel 1988 e del Card. Carlo Maria Martini nel 1996. 

Arricchirà le giornate dedicate a Vidoni, un convegno di livello nazionale su «Simone Peterzano, allievo di Tiziano e maestro di Caravaggio». Aperta una sottoscrizione per il restauro del battistero ligneo (foto)

 

 

Chi era Guglielmo Vidoni

Giovane frassinetese, forse orfano, lasciò il paese natio in giovane età. Secondo la tradizione, fu scelto dallo stesso San Carlo Borromeo durante la visita pastorale del 1567, come suo allievo e portato a Milano con lo scopo di farlo diventare “uno dei più importanti personaggi del clero milanese”. 

Diventato sacerdote, rettore del Seminario Arcivescovile di Milano, oblato di San Carlo, prima canonico e poi prevosto della Basilica Apostolorum di Milano, mantenne sempre il suo legame con Frassineto Po, finanziando numerose opere. Con la Confraternita del Rosario fu il committente della grande e preziosa pala d’altare dedicata alla Madonna del Rosario, opera d’interesse nazionale, recentemente attribuita a Pellegrino Tibaldi e Simone Peterzano (1587). Finanziò il grande altare maggiore ligneo commissionato a Vercelli all’intagliatore valsesiano Pietro Sali, monumento di interesse nazionale, il battistero ligneo ottagonale di tradizione Ambrosiana e costruito a sue spese la Chiesa di San Giovanni Evangelista. 

Alla sua morte, nel 1624, donò a Frassineto Po (con l’autorizzazione del card. Federico Borromeo, in quanto oblato di San Carlo non poteva disporre dei sui beni) tutti i suoi preziosi averi come numerose suppellettili ambrosiane e indumenti sacri cinquecenteschi, molti arrivati fino ai giorni nostri.


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