Un territorio da valorizzare. Il Monferrato e lo studio dell’Osservatorio del Paesaggio
di Chiara Cane
Sono state presentate sabato scorso presso la Locanda dell’Arte, le conclusioni relative al laboratorio-esperimento svolto in loco lo scorso mese di settembre, per la valorizzazione del territorio Monferrato e delle sue imprese. Lo studio è stato adoperato da Planet Live Economy Foundation (Plef) in collaborazione con Agregai Terre di Benessere e Osservatorio del Paesaggio. Elemento chiave: la sostenibilità individuata come leva competitiva; le azioni: attivazione di una Scuola Permanente del Monferrato.
A relazionare in materia di studio e conoscenze acquisite durante il soggiorno nel Monferrato, dove sono state prese a campione alcune realtà (16 in tutto), suddivise tra attività ricettive, produttive, agricole e culturali, il presidente Plef Emanuele Plata e Gian Paolo Bardazza dell’Osservatorio, tra gli altri. Come la logica ci insegna, per trovare le soluzioni rispetto ad un problema, occorre prima analizzarne le caratteristiche, per poi ragionare sulle strategie operative mirate alla risoluzione.
Il metodo adoperato è consistito nella selezione dei fattori critici di comparto, nella visita alle imprese campione con il posizionamento strategico di sostenibilità e nella definizione della matrice di correlazione sintomatica. Tre i settori individuati: manifatturiero, agricolo e servizi. Per tutti e tre i settori è risultata fondamentale l’integrazione della forza lavoro del territorio (come elemento di professionalità, conoscenza ed esperienze specifiche); rispetto al manifatturiero, la necessità di lavorare su mercati con i minori input possibili (privi dunque di competitività); per l’agricolo, l’investimento sulla biodiversità e per i servizi, la necessità di favorire l’esplosione dei bisogni culturali. «Il paesaggio del Monferrato Casalese - ha sottolineato Plata - risulta modificato dall’uomo: manca la presenza di elementi che si identificano con il paesaggio originale. Inoltre - considerazione interessante - il Monferrato è uno dei pochi territori forte di un’identità storicamente prolungata legata al marchesato».
La chiave di distinzione dunque, deve considerare il fattore storico all’interno del quale si sviluppano poi il fiume, la collina e la natura. Nel Monferrato infatti, c’è la possibilità di «godere di tutto, semplicemente guardandosi intorno». Altro punto di forza, il vino/vitigno autoctono qual è il Grignolino, che verrebbe ancor prima, secondo gli studiosi, della Barbera, in quanto non comprensiva di proprietà che la distinguono in questo piuttosto che in un altro territorio. Seguono poi i panoramici belvedere che devono diventare punti di attrazione. In considerazione del rapporto qualità prezzo riscontrato, è risultato che il valore dell’offerta è maggiore del prezzo praticato. Nel suo intervento Bardazza ha poi illustrato il progetto che si sta realizzando con l’Osservatorio del Paesaggio, progetto che si è posizionato 2° al bando della Compagnia di San Paolo. Due i punti d’azione: la valorizzazione dei punti panoramici (partendo dai Comuni di Murisengo, Villadeati, Ozzano, Rosignano e San Giorgio) e l’investimento nella comunicazione e nella dotazione del servizio attraverso il web denominato “Visitare il Monferrato”, partendo dalla consapevolezza che «il nostro paesaggio offre il paesaggio» ha osservato lo stesso Bardazza.
Cinque gli itinerari oggetto di proposta attualmente nella fase di working in progress: sulle vie della pietra da cantone, l’eco-via tra boschi e campagne, panoramica Po e Terre d’Acqua, Sacro Monte con colli circostanti e Monferrato sud. Su tutti i monumenti poi, prevalentemente chiusi al turista, verrà applicato il qrcode per la lettura di immagini e storia.
Agli studenti dell’Istituto Leardi di Casale infine, il compito di ideare la grafica per una specifica segnaletica. Insomma, dalle conclusioni è emersa la consapevolezza che «il Monferrato Casalese è terra che è oro sotto ai nostri piedi. Dobbiamo esserne consapevoli e lavorarci perché foriera di nuova economia».