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Tribunale Federale: malati d’amianto... anche in Svizzera!

Esponendo alle polveri di amianto un giovane lavoratore poi deceduto per un mesotelioma pleurico, alla Eternit di Niederurnen (lo stabilimento “di casa” della famiglia Schmidheiny e che avrebbe dovuto essere un modello di efficienza) è stata causata la morte di una persona per negligenza. Ad affermarlo è, per la prima volta nella storia della giurisprudenza elvetica, il Tribunale Federale in una recente sentenza destinata a fare storia e «ad aprire uno spiraglio di speranza per molte vittime della polvere killer, cui la legge e la prassi restrittiva dei tribunali - sottolinea Claudio Carrer, giornalista di “Area”, periodico del sindacato elvetico - hanno sin qui negato ogni forma di giustizia». Il caso all’esame dei giudici di Losanna è quello di un uomo (classe 1958) che da ragazzino, all’età di 13-15 anni, lavorò durante le vacanze scolastiche (complessivamente per sole cinque settimane!) nello stabilimento Eternit. Tra i suoi compiti anche smussare con un nastro abrasivo gli angoli di lastre d’amianto, un’operazione che produceva polvere. L’amianto dell’Eternit l’ha ucciso a soli 49 anni nel 2007. Ora il pronunciamento, storico, che va dritto alla sostanza. Un effetto della sentenza Eternit emessa dal Tribunale di Torino, sembra lecito pensare, visto che fino a oggi per i morti d’amianto non c’erano responsabili facendo cinicamente scattare la prescrizione a partire dal momento in cui è stato consumato il reato. Per una malattia che ha anche 50 anni di latenza? servizio a pagina 5 de "Il Monferrato" di venerdì 24 gennaio