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Angelica Ranieli

Giovane monferrina in carriera a Tirana

Assistente per progetti di sviluppo rurale e agricolo

Medicina, Ingegneria, Biologia, Diritto, Economia e professioni sanitarie. Queste, le facoltà, ovvero, le prospettive professionali maggiormente gettonate dai Millennials e non solo. Nati negli anni ’90, così come i più giovani della Generazione X, e segnati dall’evento del secolo qual è “stata” la pandemia, in gran parte, sognano un futuro tra le corsie degli ospedali, così, come nell’articolato mondo delle discipline scientifico-tecnologiche e in quello arzigogolato giuridico-economico, tendendo ad essere i protagonisti del vero cambiamento, per affrontare le emergenze che minacciano il loro futuro e quello delle generazioni a venire.

Aspirazioni professionali nobili e fondamentali, ma non esaustive dei bisogni delle società moderne che, sempre più, stanno delineando nuovi scenari a livello mondiale. Lo sa bene Angelica Ranieli, 29enne, di origini calabresi e, dall’età di 5 anni, nel Monferrato (terra natale della madre), un territorio per lei splendido, ma orfano, da milioni di anni, del profumo e delle onde del mare intrise nella sua pelle e nel suo cuore.

Dopo gli studi liceali al Balbo, Angelica aveva frequentato la triennale di Economia Management a Pavia, l’Erasmus un Germania e, superato un anno sabbatico, era ritornata in Ateneo, frequentando il corso di laurea MEFI (Economics Finance and International Integration), per poi conseguire una doppia laurea (Italia e all’Università di Hohenheim), discutendo una tesi sui Paesi in via di sviluppo dell’area subsahariana.

Come spesso succede, poi, “da cosa nasce cosa”. Così, è stato anche per Angelica. Al termine del corso di laurea MEFI, la giovane aveva appreso di un Master di Secondo Livello in Cooperazione e Sviluppo Internazionale, comprensivo di un’esperienza in intership presso la ONG VIS. 

In breve tempo, la strada del suo futuro si era illuminata a giorno, archiviando definitivamente le iniziali aspirazioni in veterinaria e biologia. Partita per il nord dell’Albania, dopo 5 mesi di apprendistato e 2 anni di esperienze, le si era presentata un’opportunità di lavoro a Tirana e, nel luglio del 2021, il trasferimento. Nel frattempo, da autodidatta, aveva appreso la lingua albanese («è stato fondamentale: cambiano completamente approccio e relazioni rispetto al parlato inglese»).

Cooperazione allo Sviluppo

Anche a Tirana, Angelica lavora al Fellowships Programme for Technical Cooperation Capacity Building and Human Resources Development finanziato dal Ministero degli Affari Esteri per i giovani italiani impegnati nella cooperazione all’estero: «In Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo con competenza nei cinque Paesi Balcani: Albania, Serbia, Bosnia, Cossovo e Macedonia del Nord) sono assistente per progetti di sviluppo rurale e agricolo, nonché di progetti ONG, monitorando iniziative e intrattenendo rapporti in loco e presso la sede di Roma».   

«Qui, mi sono ambientata presto e bene. A differenza del nord dell’Albania, dove i caratteri culturali sono ancora ben radicati, Tirana è una città moderna molto vicina alle nostre. In un anno, a livello professionale e umano, le emozioni/soddisfazioni si sono moltiplicate. Tornare in Italia non è nei miei piani. Ora sono molto concentrata sulla mia carriera qui, dove ci sono i giusti spazi di crescita. Il mio futuro lo spero in un qualsiasi luogo del mondo a guardarmi indietro e a darmi una pacca sulla spalla dicendomi: “Uao! Angelica. Quante cose fighe hai fatto!”. Nel frattempo, vorrò lavorare anche con i giovani, per far comprendere loro quanti sbocchi, densi di soddisfazione, ci sono anche al di fuori dei canonici, seppur prestigiosi e utilissimi, percorsi professionali. Personalmente, avrei voluto scoprire prima questo mondo, tanto affascinante quanto appagante, attraverso il quale, sento di poter fare davvero qualcosa di utile».

Lo scorso inizio settembre, Angelica ha avuto anche l’opportunità di incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Tirana per accelerare l’ingresso dell’Albania nella UE: «È stata una grande emozione; ascoltare le sue parole, incrociare il suo sguardo e stringergli la mano mi hanno trasmesso una carica incredibile»


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