Si terrà sabato 19 luglio la manifestazione pacifica antinucleare promossa dall'associazione culturale Gruppo Senza Sede di Trino, in collaborazione con il Coordinamento dei Comitati contro il Nucleare.
Il ritrovo è fissato alle ore 16 in piazza Dante Alighieri (Stazione Ferroviaria), da dove si raggiungerà poi il ponte sul fiume Po: il corteo percorrerà corso Roma, piazza Martiri della Libertà, corso Galileo Ferraris, viale fratelli Brignone e la strada statale di Pontestura fino ad attraversare il ponte sul Po (dal quale si vede la centrale nucleare "Enrico Fermi" in primo piano), con successivo ritorno in piazza Dante. All'organizzazione collaborano: Centro del Sole di Verbania, Comitato antinucleare di Bosco Marengo, Forum Ambientalista del Piemonte, Gruppo Ambientalista "Salix alba" di Saluggia, Legambiente Casale, Legambiente Vercelli, Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, Pro Natura del Vercellese, Pro Natura Piemonte.
Le prime adesioni alla manifestazione sono state di: Legambiente di Piacenza (Caorso), Coordinamento dei Comitati della Fraschetta (Alessandria), Associazione Uniti a Sinistra del Piemonte, PRC Federazione di Piacenza, PRC Comitato regionale del Piemonte, Sinistra Casalese di Casale Monferrato.
La sbandierata volontà del Governo di ritornare al nucleare fa tornare alla ribalta nazionale le questioni legate al referendum del 1987 e la 'Strategia energetica nazionale' di cui si parla nel recente decreto legge del 25 giugno, ripropone in primo piano le località che già ospitano impianti nucleari. «A Trino, la prima esperienza nucleare non ci ha reso più ricchi (tanti altri comuni vicini hanno saputo in questi anni svilupparsi, senza centrale), in compenso abbiamo in eredità le scorie. Il ministro Scajola ha promesso incentivi sulla bolletta energetica dei Comuni che accetteranno l'insediamento di nuove centrali. A più di vent'anni dai tre referendum (8/9 novembre 1987) nei quali anche i trinesi (votanti 80,3%, percentuali nette del 61%, 58,5%, 57,4%) decretarono l'uscita dell'Italia dal nucleare, sarebbe davvero paradossale essere comprati oggi per una scelta energetica che si è deciso di abbandonare allora e che le altre nazioni hanno già deciso di abbandonare» spiegano dal Gruppo Senza Sede.
«Le parole del ministro dello Sviluppo economico Scajola - affermano Vittorio Giordano, Fabio Lavagno, Marco Pugno, Sandro Marenda di Sinistra Casalese che aderisce alle iniziative del 18 e 19 luglio a Casale e a Trino - indicano al Paese la strada del ritorno al nucleare praticamente come l'unica opportunità su cui investire per il futuro. E tale scelta è sostenuta anche dagli industriali di Confindustria. Occorre perciò riprendere la critica decisa e puntuale condotta del movimento antinuclearista a questa tecnologia che anche recentemente, nella vicina Francia, ha rivelato i suoi limiti e la sua pericolosità».