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  • 26 marzo 2012
  • Casale Monferrato

Paolo Nespoli, il sogno dell'astronauta raccontato alla Bistolfi di Casale

Dopo averli visti per mesi dallo spazio, l’astronauta Paolo Nespoli ha conosciuto Casale e il Monferrato dal vivo. Sei mesi in orbita sulla navicella spaziale ISS è l’impresa straordinaria di Nespoli. Durante la sua avventura, si è più volte collegato con scuole di tutto il mondo, via radio, grazie all’Associazione Radioamatori Italiani di Casale. Proprio per incontrare il gruppo dei radioamatori casalesi e la cittadinanza, Nespoli ha visitato Casale ieri, lunedì. Una giornata spaziale, iniziata con la tappa alla scuola elementare Bistolfi e proseguita, sempre nella mattinata, con la visita all’aeroporto Cappa, per osservare il funzionamento della postazione Telebridge. Proprio la stazione radio, gestita dai Radioamatori casalesi, ha fatto da ponte nei tanti collegamenti tra la stazione spaziale ISS e le scuole di tutto il mondo «circa 40 anche in università statunitensi. La nostra postazione è l’unica nel suo genere in Italia, e la seconda in Europa» ha ricordato Claudio Ariotti, segretario dell’Ari di Casale. Accompagnato dai radioamatori, dall’assessore Federico Riboldi, dal presidente della commissione comunale per la sicurezza Paolo Cardettini e da addetti dell’aeroporto, l’astronauta ha curiosato tra gli hangar del Cappa, salendo sugli ultraleggeri, su uno Yak 52 sovietico e un Smg 92 ungherese (erano presenti il presidente del'Aero Club Panelli e il consigliere Bragato, ndr). Nel pomeriggio, Nespoli è stato accolto dal sindaco Giorgio Demezzi in Comune, alla presenza di assessori, consiglieri e qualche cittadino, tutti curiosi di ascoltare il racconto della sua esperienza eccezionale. «È un onore avere con noi una persona che ha dato lustro all’Italia. Anche Casale avrebbe bisogno di un lancio in orbita» è l’auspicio di Demezzi, riferito alle problematiche economiche e non solo. L’astronauta, vestito con la tuta blu usata nello spazio, dà subito l’impressione di essere di un altro mondo, rivelandosi un personaggio di grande simpatia e dalle mille storie da raccontare. «Per me è un piacere essere qui, sia perché sono in Italia, sia perché il Monferrato è un bel territorio, con colline deliziose e Casale che è un tesoro storico. Qui si sta proprio bene» ha esordito Nespoli, intrattenendosi per un’oretta a chiacchierare con i presenti. A interessare particolarmente il pubblico sono state le sue previsioni sui viaggi nello spazio del futuro: «Tra una trentina d’anni non saranno solo gli astronauti a volare oltre l’atmosfera. Il viaggio spaziale diventerà per tutti, si potrà prenotare in agenzia, come se si andasse a New York». Parlando delle emozioni provate sulla Iss, Nespoli ha raccontato: «Andare nello spazio ti fa sentire ragazzino e ti fa maturare una coscienza diversa nei confronti del pianeta, che da lassù appare dominato da equilibri delicatissimi. Dovrebbero andare in orbita fotografi e giornalisti, il Papa, i politici. Così si potrebbe diffondere la consapevolezza che la Terra è un tesoro da gestire con cura». Al termine del meeting, l’amministratore delegato de Il Monferrato, Emanuele Giachino, ha consegnato a Nespoli alcuni libri strenna del giornale sul nostro territorio. Ultima tappa del tour casalese è stata la sede dell’Ari, per il collegamento radio con la Brigata Taurinense. A Casale Nespoli dice arrivederci. Ai bambini della Bistolfi ha dato appuntamento al 2042: «Ci ritroveremo e mi parleranno di cosa hanno fatto in questi anni per tutelare il pianeta». Un astronauta alla Bistolfi Su una vecchia lavagna dell’aula magna c’è scritto “La Bistolfi nello spazio” e, nemmeno a farlo apposta, il mosaico sul fondo del locale rappresenta un razzo pronto ad essere lanciato nel cosmo, quasi a simboleggiare che l’istruzione e la conoscenza sono i modi migliori per esplorare nuovi mondi. Un’accoglienza degna dell’astronauta italiano Paolo Nespoli che ieri mattina, lunedì, ha incontrato i bambini della scuola casalese. «L’idea di andare nello spazio - racconta Nespoli parlando con i piccoli - mi è venuta quando avevo la vostra età guardando le gesta degli astronauti americani». Un lavoro che assomiglia più che altro ad un sogno ma per il quale ci vogliono anni di studi, dedizione, passione, attenzione ed equilibrio. «Chi di voi sogna di fare l’astronauta da grande?» chiede Nespoli: alza la mano Gioele, un bambino tutt’altro che timido che conquista di diritto il titolo di “mascotte ufficiale” dell’astronauta. Il maggiore dell’Esercito Italiano spiega e racconta la sua ultima missione spaziale (la MagISStra dell’ESA), durata 157 giorni, all’interno della Stazione Spaziale Internazionale raggiunta con la Sojuz TMA-20. Con grande energia ed entusiasmo, Nespoli riesce a coinvolgere gli alunni in un viaggio alla scoperta del suo affascinante lavoro e mentre scorrono le fotografie delle sue missioni, le mani dei giovani studenti si stagliano al cielo per porre le domande più disparate. Nespoli non si risparmia e interagisce con i bambini, non per altro detiene il record di collegamenti con le scuole dallo spazio, oltre 40 contatti. Un rapporto, quello con gli istituti che ha un fine ben determinato, consegnare agli uomini di domani un messaggio: «Il futuro è nostro, dobbiamo solo osare sognarlo!».

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