E il Babau... alleggerisce i bagagli! Doppio spettacolo di presentazione per il “Numero 10” della rivista
di Luciana Corino
È stato presentato sabato sera al Circolo Pantagruel di Casale con uno spettacolo live il numero di luglio del “Babau” che è anche il decimo di pubblicazione.
Limitarsi a dire che è una rivista prodotta da giovani che si autofinanziano e che contiene racconti, disegni, fotografie, rubriche è riduttivo e non rende giustizia ai contenuti.
Un contributo a capire di più si può trovare nel racconto del direttore Barbara Michelerio “E la chiamano estate” che dà anche il titolo al “Numero 10” e che si può riassumere così: chi legge “Babau” non vede solo quello che gli autori sanno fare sulla carta ma tutte le altre cose che propongono da diversi canali e che consiste, come sempre, nell’andare in profondità e nel tirare fuori quello che c’è in loro.
Nel caso specifico si tratta di «svuotare un po’ i bagagli ed essere più leggeri con l’arrivo dell’estate». Ma per parafrasare la canzone di Bruno Martino, la malinconia, “le schifezze che stanno in fondo al cuore”, gli istinti non sono per forza negativi.
Gli antichi greci non andavano a vedere le tragedie per masochismo ma per sentirsi confortati, “catarsi” si chiama quello stato d’animo oppure più modernamente “esorcismo”, perché “evochiamo noi i demoni ma poi li cacciamo via”.
“Dedicato all’istinto animale che si ridesta”
Insomma questo Babau è dedicato all’istinto animale che si ridesta sollecitato dal calore dell’estate ed «è per tutti quelli che ritengono importante che le cose che stanno dentro non vengano ignorate».
Questo anche il senso dello spettacolo, su testo di Lavinia Garofalo, che ha visto coinvolti come attori gli stessi redattori e collaboratori, dipinti di rosso o blu con maschere e travestimenti per offrire agli spettatori sensazioni nelle quali cogliere qualcosa di personale, di diverso.
E poi la canzone finale “Un’estate al mare” di Giuni Russo ha stemperato in un sorriso tutte le tensioni. Lo spettacolo è stato ripetuto due volte per consentire a tutto il pubblico veramente numeroso di assistervi data la location piuttosto angusta.
Molto argute nella rivista le interpretazioni della produzione di Catullo (Michelerio) e della figura di Napoleone (Garofalo). Le scrittrici sono anche autrici dei racconti “L’animale che mi porto dentro” e “Me-de-a”.
Di Danilo Grasso, invece, “Falasca in gita con la famiglia”. Altri contributi interessanti sono l’intervista trasgressiva a Sabryna Trash, vegana travestita e all’artista locale del mese Aeno, la pittrice dell’indicibile. Molto intense le fotografie di Ariel Palmer, Michele Ricossa, Albert Stray.