Biologa trinese premiata a Seattle per una ricerca sui biomarcatori cardiovascolari
di Maurizio Inguaggiato
Simona Ferraro, 33 anni, residente alla Robella di Trino, fa parte a tutti gli effetti dei 'cervelli' più intraprendenti della ricerca italiana. La biologa, ha infatti conquistato il primo premio al terzo Simposio Internazionale di Seattle, con una ricerca sui biomarcatori in campo cardiovascolare, le sostanze che nel sangue si incrementano durante le malattie cardiovascolari acute.
La commissione scientifica del terzo convegno "International Symposium Integrated Biomarkers in Cardiovascular Diseases" ha selezionato dieci giovani ricercatori in tutto il mondo e Simona Ferraro è l'unica italiana ad aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento che consiste in una targa e un contributo di mille dollari. La biologa trinese opera nella struttura complessa di cardiologia dell'ospedale Maggiore di Novara, diretta dal dottor Angelo Sante Bongo.
«Sono molto contenta - racconta Simona - il mio lavoro si è piazzato con il massimo dei voti, insieme a quello di un ricercatore dell'Università di Washington. Gli americani sono molto amichevoli, volevano tenermi con loro. Ho appreso con piacere che c'è molto interesse a promuovere un'attività di collaborazione. Questo premio rappresenta tanto a livello personale, soprattutto per ringraziare il dottor Bongo che ha sempre creduto in me e ha voluto questa figura professionale nel suo staff». La presenza di un biologo in cardiologia rappresenta una vera e propria novità: in due anni di lavoro, analizzando 135 pazienti, Simona Ferraro - che ha operato a stretto contatto con il cardiologo Alessandro Lupi - ha trovato nuove evidenze su infarto e ischemia miocardica, specialità per eccellenza della struttura di Novara.
«L'unità di ricerca clinica in cardiologia ospedaliera è partita da zero e questo premio è il riconoscimento di otto anni di lavoro. Siamo partiti per Seattle senza avere nessuna garanzia e con grandi sacrifici, anche finanziari: anche per questo la felicità è doppia».
L'emozione più grande?
«Direi l'incontro con la presidentessa del convegno, Santica Marcovina, una grande ricercatrice: ricevere il suo grazie ed essere premiata da lei è stato il massimo».
I dati elaborati - in collaborazione con il gruppo di biostatistica diretto dal professor Elia Biganzoli dell'Università di Milano e con il supporto del laboratorio di analisi clinico chimiche diretto dal professor Giorgio Bellomo - hanno prodotto risultati senza precedenti sulla risposta dell'apparato cardiovascolare alle ischemie. In un Paese come l'Italia, dove le menti eccellenti tendono spesso e volentieri a trasferirsi all'estero, l'esperienza della ricercatrice trinese assume ancora più valore. «Negli ultimi venti giorni, a Milano, con il gruppo di biostatistica abbiamo completato il lavoro - aggiunge Simona - e questo riconoscimento rappresenta uno stimolo per andare avanti e continuare la ricerca, perchè in questo campo non ci si ferma mai».
A dispetto dell'incarico di responsabilità che ricopre, Simona Ferraro è una ragazza molto semplice, che ama trascorrere i momenti liberi in famiglia, nella tranquillità della Robella, dove vivono anche i genitori, il papà Giuseppe è preside presso l'Istituto Alberghiero di Trino e il fratello. Per rilassarsi dopo ore e ore di laboratorio, si concede lunghe pedalate in mountain bike tra le campagne della Bassa Vercellese, ascoltando musica. «Devo dire che a Seattle la mtb un po' mi è mancata - conclude la ricercatrice trinese - mi sono consolata andando a correre sulla spiaggia».