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Monteu da Po
Senza soldi, chiesa a rischio: l’appello del parroco e da L’Aquila arrivano benefattori
Chiuso il contatore del metano a causa di un debito insoluto di 6mila euro
Una comunità in difficoltà. È così che il parroco di Monteu da Po, don Piero Massaglia, definisce il piccolo paesino di nemmeno 900 anime incastonato tra il Torinese, il Chivassese e il Monferrato, in provincia di Torino, ma ancora in Diocesi di Casale Monferrato.
Quello che è successo nei giorni di Natale alla comunità di Monteu è finito alla ribalta delle cronache: la chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista, un gioiellino dell’arte risalente al XV secolo e ricostrutita nel Seicento, è rimasta al freddo. Contatore chiuso per insolvenza del debito di circa 6mila euro.
«Avevo un piano di rientro per il pagamento del metano - ci dice don Massaglia, 53enne, amministratore parrochiale dal 2004, e parroco dal 2017 di Monteu - ma, purtroppo, da solo, non ce l’ho più fatta e il gestore, la settimana prima di Natale, ha chiuso il contatore». Naturalmente, il parroco del piccolo paese ha affrontato il problema con i suoi parrocchiani: «Era giusto che sapessero tutta la verità». E così, la messa della notte di Natale e quella del giorno sono state celebrate in una chiesa al freddo («Non freddissima, fortunatamente», ci confida don Massaglia: «Natale è trascorso serenamente»).
Ma quelli legati al riscaldamento non sono gli unici problemi che affliggono la chiesa di Monteu. La realtà della situazione attuale è alquanto critica: la parrocchia non ha un bagno, la casa parrocchiale è inagibile (condizione che costringe don Massaglia a vivere a Cocconato e fare il pendolare), l’impianto elettrico sarebbe totalmente da rifare, un altare versa in stato di seria criticità.
Al netto di tale quadro, don Massaglia non si ferma alle problematiche materiali offrendo una chiave di lettura più profonda: «Questa situazione è legata alla scristianizzazione e al fatto che non c’è più partecipazione alle messe. Così non si può andare avanti... I fedeli a Monteu, su 900 abitanti, sono 80 e 40 sono anziani. L’8% può da solo sobbarcarsi tutte le spese della chiesa? È giusto? La chiesa è un bene storico-artistico, dobbiamo fare qualcosa tutti quanti».
Sulle problematiche che affliggono la comunità di Monteu è previsto un incontro, nella giornata di oggi, martedì, tra don Massaglia e il vescovo casalese.
L’appello
Don Piero Massaglia, dunque, è intenzionato a lanciare un appello: «Il mio è un appello per far sì che non si debba chiudere la chiesa. Non sono disperato e io non sono il “prete contestatore”: Monteu è una comunità in difficoltà e io ho cercato di salvarla con le possibilità che avevo». Un’eventuale chiusura, infatti, non sarebbe per nulla salutare per una chiesa in criticità e lasciata a ulteriore incustodia: «Anche se dovessi chiudere la chiesa, come la ritroveremmo alla riapertura, in primavera?».
Proprio ieri, però, una prima buona notizia: «Ho ricevuto parecchie telefonate - ci confida don Massaglia - in particolare, da L’Aquila, c’è gente disposta a donare qualcosa per la chiesa di Monteu. È una cosa estremamente positiva».
Per una donazione
Chiunque volesse contribuire al salvataggio della chiesa di Monteu può effettuare una donazione intestata a: “Parrocchia San Giovanni Battista, Monteu da Po”, Iban IT 90 P 05034 47400 000000020250 (Banco BPM di Murisengo).
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