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Battaglia pirotecnica al Castello: show indimenticabile

Folla da record e spettacolo indimenticabile per il finale col botto -e che botto- della seconda edizione di Casale Capitale del Monferrato. Sabato sera una marea di spettatori ha gremito piazzale divisione Mantova e la strada del Lungo Po per assistere all'incredibile show pirotecnico sulle mura del Castello. Tutti a bocca aperta e col naso all'insù, meravigliati da giochi di luce e fuochi artificiali, bambini impazziti di gioia e adulti emozionatissimi si sono lasciati stupire dalla magia di uno spettacolo mai visto. Già dai primi istanti si è subito capito di trovarsi di fronte a un evento speciale e non ai soliti fuochi d'artificio stile tradizionale. La rappresentazione pirotecnica, su una poderosa base musicale sincrona, è stata una sublimazione di una battaglia combattuta nel forte, purificata dagli aspetti cruenti e magnificata nei suoi aspetti spettacolari. Una cascata di fuoco magnifica e dall’intensità prorompente lascia ipnotizzati mentre scende sulla facciata del Castello, portando alla mente le colate di olio bollente sugli assalitori. Dopo qualche fiammata dal camminamento del forte che dà il segnale di qualcosa di grande che sta per succedere, da mura e torri erutta un vulcano di boati, crepitii, fiamme e fuochi d’artificio che evocano bombarde, mortai e archibugi impazziti, tracciando scie luminose e traiettorie filanti che s’incrociano a tempo di musica, esplodendo alti nel cielo all’unisono con l’entusiasmo del pubblico, illuminando una notte appena prima appesa a un timido quarto di luna. Le sorprese non sono finite: due grandi stelle di fuoco si infiammano sulle torri, prima di un altro pandemonio pirotecnico che lascia tutti senza fiato in un corale "oohhh". Alla fine i tre botti, sordi e incolori, annunciano il termine del fantastico show, lasciando il Castello avvolto dal fumo e gli spettatori ancora sbigottiti e estasiati in un sogno a occhi aperti. Un'esperienza memorabile per casalesi e non, sicuramente da ripetere, magari in occasione della Festa dell'uva, lanciando- perché no?- una nuova tradizione.

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Barbara Marini

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