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L'artista Marco Porta: "Casale deve pensare in grande"

A seguito della lettera dell'amico assessore Calvo mi sento in dovere di precisare alcuni concetti da me già espressi nell'intervento all'intermeeting Lions Soroptimist (Accademia Filarmonica 22 marzo). Centro storico - L'assessore Calvo nella sua lettera parla della coraggiosa scelta compiuta dall'amministrazione comunale di recuperare il centro storico in modo integrale. Mi pare invece che si sia scelto di spostare l'asse commerciale della città in zone periferiche (San Bernardino e conseguentemente corso Valentino) a discapito dell'area commerciale naturale del centro storico. Solleciterei a percorrere via Paleologi, una delle principali del centro, oggetto proprio in questi giorni di un intervento di manutenzione della bella pavimentazione in porfido, e di contare quante sono le vetrine di negozi (vuoti) che recano cartelli con scritte Vendesi o Affittasi. Sono 8 su 17 cioè il 47%. Se il tessuto commerciale si indebolisce, non soltanto si impoverisce il servizio alla città, ma si determinerà una diminuzione degli investimenti sugli immobili. Quale privato realizzerà importanti interventi di recupero di locali inutilizzati? Sarebbero dovute essere le giustamente contestate "porte della città" a rinverdire il commercio in centro? Per quanto concerne l'illuminazione pubblica tantissimo è stato investito in questi anni ma certamente senza una linea progettuale coerente. Ribadisco: sono tanti e vari gli stili, da fare della nostra città l'ideale catalogo commerciale di un rappresentante di lampioni. Museo - Il mio intervento ha toccato soltanto in maniera rapida il Museo Civico. L'assessore mi attribuisce un'affermazione che certamente non ho fatto perché non corrisponde minimamente al mio pensiero. Non ho mai affermato che il Museo non debba essere prezioso contenitore della nostra storia, ho piuttosto insistito sul fatto che un Museo non possa essere esclusivamente un contenitore di oggetti ma piuttosto debba essere un crogiolo di esperienze emozionali. Ho sostenuto che occorre ripensare al modo con cui il Museo si propone alla città e soprattutto se e come si pone al servizio della città. Ritengo di non essere provocatorio quando sostengo che una città assolutamente priva di spazi espositivi qualificati debba pensare alla possibilità di ospitare mostre temporanee di importanti artisti contemporanei che espongono nei più importanti musei del mondo negli spazi del proprio Museo Civico. Un museo come il nostro, che non può certo vantare un numero di visitatori extrascolastici da primato, può trarre soltanto vantaggio dall'ospitare qualificati eventi di arte contemporanea. Questo si chiama sinergia. Porto un esempio. Lo scorso anno di questi giorni la Chiesa della Misericordia ospitava una mostra di Piero Gilardi, esponente di spicco dell'arte italiana dagli anni '60. In una settimana di apertura è stata visitata da un migliaio di visitatori. Penso che se si fosse allestita al Museo Civico una parte importante di questi avrebbe certamente anche visitato le collezioni del Museo. I privati - L'assessore sollecita l'intervento dei privati. Certamente non dimentica il progetto di costituzione di una Fondazione sull'arte contemporanea a capitale misto presentato alla Giunta il 17 novembre 2004 a cui non si diede seguito. Il progetto prevedeva il recupero del Paraboloide, edificio importantissimo e per la qualità architettonica e per la storia casalese, purtroppo ora circondato e annichilito da una serie di costruzione di qualità perlomeno discutibile. Musei a parte, una città sceglie di essere bella e si presenta tale nelle sue strade e nei suoi palazzi. Quante suggestioni suscita via Mameli o via Garibaldi solo per citarne alcune, ma quali testimonianze del nostro secolo lasceremo noi? A Casale troppo spesso si costruisce in maniera antiquata e priva di stile e in questo ambito i privati possono e devono fare moltissimo per innalzare il livello qualitativo nella costruzione della Casale del futuro. E' una responsabilità civica di noi tutti. Attacco demolitorio - Non capisco a cosa si riferisca l'assessore quando parla di attacco demolitorio e di logica della prova di forza. Chiamato a intervenire sul tema Casale città di cultura. Solo un ricordo del passato? proposte e prospettive di rilancio. Ho espresso il mio personale punto di vista su alcuni aspetti della realtà cittadina. È mia abitudine chiamare le cose con il loro nome e parlare in maniera diretta; da sempre preferisco questo modo di esprimermi alla più usuale tecnica della critica sotterranea e subdola. È assolutamente ovvio che il mio punto di vista non debba necessariamente essere universalmente condiviso ma non penso ci si possa sentire "attaccati" soltanto perché una persona esprime con libertà la sua opinione. Forse ci si sente attaccati perché si è arroccati. Mi si richiama ad un pensiero umile, penso invece sia necessario per Casale riporre il pensiero modesto e sostituirlo con pensiero ambizioso.

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Federico Nardi

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