Costretti a vivere in casa con il cordless in tasca e a rispondere al primo squillo. Altrimenti perdono la chiamata. Ostaggi del telefono che devono avere sempre a portata di mano per poter sapere chi li cerca dall'altro capo del filo.
È l'odissea che sta vivendo da oltre un anno una coppia che abita in via Dante Alighieri a Due Sture di Morano. Giovanni Borelli e la moglie Wanda girano sistematicamente in casa e nel cortile con il portatile in mano. Questo per poter immediatamente rispondere quando il telefono squilla. Una situazione paradossale, al limite dello sfinimento, che ancora una volta sottolinea i disservizi cui sono sottoposti cittadini e utenti della telefonia. Dal marzo del 2006 i coniugi Borelli si sono trasferiti da Odalengo Grande a Due Sture. Dopo aver dato disdetta alla Telecom per la vecchia utenza, hanno aperto un altro allacciamento per la nuova abitazione.
«A parte il fatto che ancora oggi il nostro numero di telefono non compare né sulla guida né ai terminali elettronici - esordisce la signora Wanda - il problema maggiore sta nel fatto che se non siamo veloci a rispondere al primo squillo perdiamo la comunicazione. Abbiamo fatto presente la cosa al 187 ma senza risolvere nulla». La coppia di Morano ha ripetutamente segnalato il disservizio alla Telecom ma il guasto non è stato riparato. «Ci hanno sempre risposto che avrebbero provveduto ma siamo ancora piazzati come all'inizio. Non hanno mai mandato un tecnico a verificare dove fosse il problema - sottolinea Wanda Borelli - L'ultima volta che ho telefonato al 187 ho dato in escandescenza, ho addirittura imprecato. Siamo stufi di questa situazione: paghiamo regolarmente la bolletta ma non abbiamo il servizio. Pensare che loro sono così fiscali che se ti dovessi dimenticare di pagare ti staccano subito il telefono».
La coppia si è munita di un cellulare ma essendo in una zona di scarsa ricezione hanno difficoltà a utilizzarlo: «Per usare il telefonino siamo costretti a salire in mansarda».
«A parte il fatto che amici e parenti si sono spesso preoccupati del fatto che malgrado le numerose chiamate non riuscivano a mettersi in contatto con noi, io sto aspettando di essere chiamato dall'ospedale per un'operazione chirurgica e vivo nell'ansia di non riuscire a rispondere alla chiamata - aggiunge Giovanni Borelli - Non è possibile andare avanti in questo modo e soprattutto indispone il menefreghismo della Telecom. Ora basta è una vergogna».